Tragedie in montagna Sette morti e un disperso

Peggiora il bilancio delle vittime. A Torre Pellice (Piemonte) è stato trovato il corpo senza vita del terzo sci-alpinista sepolto ieri dalla valanga. Un escursionista è morto stamani scivolando lungo un sentiero sulle Alpi Apuane (Massa Carrara)

Milano - La conta dei morti purtroppo aumenta di ora in ora. Sono le "vittime della montagna", escursionisti o sciatori - più o meno esperti - che hanno perso la vita in questo ponte dell’Immacolata. Un bilancio tragico che al momento fa registrare sette vittime e un disperso. Travolti dalle valanghe o morti a seguito di incidenti avvenuti durante le escursioni.

Val Pellice L’incidente più grave, ieri, in val Pellice, quanto quattro scialpinisti sono stati travolti mentre salivano sopra il rifugio Jervis. I cadaveri di Walter Rivoira, 44 anni di Torre Pellice e Massino Podio, di 42, di Bagnolo Piemonte (Cuneo), sono stati ritrovati ieri dai soccorritori, che hanno lavorato per tutta la notte. Stamattina è stata la volta di Federico Negri, 44 anni, esperto di sci alpinismo e autore del libro "Ripido", mentre risulta ancora disperso Marco Capone, di 31 anni. "Mio figlio andava in montagna da quando aveva 12 anni - racconta il padre di Federico Negri, Renato - Gli dicevo di smettere ma lui non ascoltava, era un drogato della montagna".

Biellese morto in Francia E sempre ieri è morto un altro sci-alpinista piemontese, Pietro Buscaglia, 31 anni: è stato investito da una valanga nelle Alpi francesi. Stava sciando con altre sette persone nella valle dell’Ubaye, a quota 2.400 metri, quando è stato travolto.

Alpi Apuane Tragica fine anche per altri due escursionisti sulle Alpi Apuane. Il primo, un uomo di 32 anni di cui si erano perse le tracce nel tardo pomeriggio di ieri, è scivolato in un pozzo carsico sulle Alpi Apuane, mentre stava compiendo un’escursione sul Pania della Croce, nel canalone della Vetricia. L’ incidente è avvenuto mentre l’escursionista stava tornando al rifugio Rossi: gli uomini del soccorso alpino speleologico hanno trovato il cadavere a 110 metri di profondità attorno alle 4,30 del mattino. Il secondo è morto questa mattina, precipitando lungo un sentiero che da Finestra Vandelli porta alla Tambura, nel comune di Massa (Massa Carrara). Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe scivolato a causa del ghiaccio.

Lavaredo E' morto è anche l’escursionista che con una comitiva di toscani era andato a fare una spedizione sotto le tre cime di Lavaredo, ma al momento di rientrare al rifugio è rimasto indietro ed ha proseguito da solo precipitando da un ponte di ghiaccio. I soccorritori lo hanno trovato incastrato in un buco di ghiaccio, semisommerso dall’acqua: arrivato in ospedale in condizioni gravissime è morto poco dopo.