Tragedie sulle Alpi: morti 6 alpinisti Maestro di sci cade davanti al figlio

L’incidente più grave nel Cuneese: fatale un volo di trecento metri

da Limone Piemonte (Cuneo)

Hanno sottovalutato la pericolosità della roccia che stavano scalando i tre alpinisti che nel tardo pomeriggio di sabato sono caduti dalla Rocca dell'Abisso, nel comune di Limone Piemonte, a circa 2.700 metri. Un passo falso o forse una presa non andata a buon fine e la cordata è precipitata per trecento metri. I corpi hanno battuto ripetutamente contro la montagna e quando, nella tarda mattinata di ieri, sono stati recuperati erano irriconoscibili. L'errore fatale è stato di non ancorarsi al massiccio per procedere uno dopo l'altro in totale sicurezza: si sono fidati troppo della loro esperienza, dimenticando che la montagna non perdona. Eppure, avrebbe dovuto saperlo Salvatore Gulifa - 61 anni di Ventimiglia, pensionato - che per venticinque anni ha fatto parte del soccorso alpino della Liguria. Con lui sono morti gli amici Riccardo Semeria - dottore, 47 anni di Sanremo - e Orlando Stivali di 58 anni, architetto originario di Modena ma da anni residente a Bologna.
Ancora montagna killer, insomma, ancora un dramma per gli appassionati di alpinismo. Il tragico bollettino che arriva dalle vette italiane questo weekend ha registrato altre sei vittime. Domenica mattina sulle Pale di San Martino, in Trentino, un alpinista di 45 anni di San Martino di Castrozza, mentre scalava in cordata la Via Langes sul Gran Pilastro (un itinerario molto famoso), è caduto nel vuoto, precipitando per circa dieci metri. Riccardo Simon era maestro di sci e provetto alpinista. È morto sul colpo davanti agli occhi del figlio. Non è il solo. Una donna è morta cadendo in un dirupo in provincia di Bolzano. La stessa sorte di un anziano escursionista nel Bellunese.