Un traghetto per Hong Kong in fuga da una vita noiosa

Nell’Amore sospetto di Emmanuel Carrère, Vincent Lindon ha due espressioni: coi baffi o senza baffi. Proprio come, in Per un pugno di dollari di Sergio Leone, Clint Eastwood aveva due espressioni: con o senza sigaro. Ma nel film di Carrère, che parte come storia di coppia parigina stanca, non si spara, quindi nessun movimento interviene a rompere la noia. L’evento più intenso dell’Amore sospetto è l’ossessivo salire/scendere di Lindon dal traghetto di Hong Kong. Follia? Sogno? Probabilmente entrambi, ma il fatto è che Carrère - autore anche del libro (I baffi) che ispira il film, edito da Bompiani - ha troppo in mente le storie di Philip K. Dick, di cui è stato biografo (Theoria), per non trasferirle in un contesto parigino borghese poco congeniale. La trasferta cinese è pretestuosa. Carrère ammette di averla ideata per caso; del resto, se invece che Hong Kong, Lindon prendesse l’aereo per Venezia, non cambierebbe niente. Emmanuelle Devos è la moglie sconcertata per il fatto che Lindon pretende il suo stupore per aver tagliato baffi che lei sostiene di non avergli mai visto. Poco per tirare un’ora e mezza.

L’AMORE SOSPETTO di Emmanuel Carrère (Francia, 2005) con Vincent Lindon, Emmanuelle Devos. 86 minuti