La tragicommedia della guerra secondo un formidabile Sordi

L'otto settembre 1943 è una pagina tragica per l’Italia. Ma anche un momento-cardine per il riscatto dopo il disastro del fascismo e le desolanti traversie della guerra. L'armistizio proclamato in quei giorni disperati provocò il collasso dell'intiero esercito italiano che, abbandonato a se stesso senza ordini né direttive di sorta, scelse forzatamente la via d'uscita più pragmatica: «Tutti a casa». Comencini, imbastendo con Age e Scarpelli l'esemplare vicenda del sottotenente Innocenzi (un formidabile Alberto Sordi), s'immerge resoluto in tanti e tali eventi rovinosi e ne cava un film civilissimo che, in sapiente equilibrio tra dramma e comicità ben temperata, ci restituisce appieno il senso di una svolta storica travagliata quanto ineludibile. In Tutti a casa, una piccola folla di superlativi comprimari - da Serge Reggiani a Martin Balsam, da Eduardo De Filippo a Claudio Gora, da Carla Gravina a Didi Perego - fa degna corona a un Sordi di sorprendente misura espressiva.

TUTTI A CASA - Filmauro, 14.449 euro