Traguardo vicino per la Merkel: sarà Cancelliere

Salvo Mazzolini

da Berlino

Come quasi sempre succede nelle trattative difficili, l'accordo è stato raggiunto nel cuore della notte. Ma solo in giornata si saprà chi ha vinto e chi ha perso, chi sarà il nuovo cancelliere e come verranno distribuiti i ministeri chiave tra i due partiti che insieme governeranno la Germania. Perché l'accordo dovrà prima essere approvato dai vertici dei rispettivi partiti e solo dopo un ulteriore incontro tra le due delegazioni verrà comunicato urbi et orbi.
Tutto comunque fa pensare che Angela Merkel ce l'abbia fatta. Sarà quasi certamente lei la prima donna cancelliere nella storia della Germania. Era il nodo più aggrovigliato della trattativa, data la quasi parità tra i due partiti che formeranno la grande coalizione (la Cdu, il partito della Merkel, ha appena quattro seggi in più della Spd, il partito di Schröder). Dopo tre settimane di incontri e scontri la Spd ha ceduto, ma non ha perso perché in cambio della poltrona più ambita avrebbe ottenuto otto ministeri, due in più della Cdu, e quasi tutti di peso. Una soluzione che ha spinto più di un commentatore a concludere che ci sarà un governo socialdemocratico guidato da una Cancelliera cristianodemocratica.
In attesa che l'accordo raggiunto venga reso noto, l'incertezza maggiore riguarda il futuro di Schröder. Non è detto che la rinuncia della Spd alla Cancelleria preluda ad una sua uscita di scena. Nei giorni scorsi nelle file della Spd ci sono state forti pressioni perché Schröder accetti di far parte della coalizione come vicecancelliere e ministro degli Esteri. Una prospettiva che viene vista con il fumo negli occhi dalla Cdu perché è chiaro che Schröder, data la sua esperienza, sarebbe qualcosa di più di un numero due, non un vice ma un co-cancelliere. Difficile immaginare che nei vertici internazionali si consulti con la Merkel prima di prendere la parola. Durante le trattative Schröder ha sempre detto di non essere interessato a soluzioni di ripiego: o cancelliere o niente. Ma nelle partite a poker, si sa, il bluff fa parte del gioco e fino a quando non si scoprono le carte tutto è possibile.
L'ultimo incontro è incominciato solo in tarda serata perché per tutta la giornata di ieri gli stati maggiori dei due partiti sono stati impegnati in una serie di consultazioni interne che hanno contribuito a rendere ancora più fitto l'inevitabile tam tam di voci e ipotesi su chi occuperà questo o quell'altro posto nella ormai certa Grosse Koalition. Se Schröder non ha bluffato sul rifiuto di entrare nel nuovo governo, uno dei nomi più gettonati per il ruolo di vicecancelliere è quello di Wolfgang Clement, attuale superministro dell'Economia. Mentre per il posto di ministro degli Esteri, che spetterebbe ai socialdemocratici, circola il nome di Günther Verheugen, attuale commissario europeo.
Secondo i bene informati, che però non sempre ci indovinano, l'accordo raggiunto ieri sera avrebbe anche sciolto il nodo sul futuro di Edmund Stoiber, il potente capo dell'ala bavarese della Cdu. Lascerà Monaco e verrà a Berlino. Non come ministro delle Finanze (è un incarico troppo impopolare) bensì a capo di un nuovo ministero, quello per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico.