Tram accesi come stelle. Per le feste di Natale entreranno al Castello

È uno dei progetti di arredo presentati in Comune Palazzi e alberi illuminati secondo lo stile Liberty. Omaggio all'Expo del 1906

I tram vestiti di luce. Come tante comete nel buio attraverseranno la città su percorsi straordinari. È Natale e la città riflette la magia antica. Può permettersi di scompaginare i binari, indirizzarli verso mete nuove. Ad esempio verso la nuova porta del Castello Sforzesco, anch’esso rilucente. Un’arcata leggera, dotata di sensori, che si illumina a ogni passaggio di tram. Come un presepe metropolitano, bello anche a occhi chiusi, grazie agli scampannellii dei vecchi tram a carrelli e al tipico sferragliare su binari. È uno dei progetti proposti dai designer e dalle aziende di illuminazione approdati sulle scrivanie del Comune. «Ne abbiamo protocollati una settantina, tutti con riferimenti alla luce - ha ricordato ieri l’assessore Maurizio Cadeo - sono stati valutati da una commissione di esperti presieduta da Davide Rampello (presidente della Triennale)». Fra pochi giorni il Comune annuncerà le altre novità natalizie. Con una premessa. L’arredo della città rispetterà lo stile Liberty di inizio secolo. «L’idea è di presentare un omaggio all’Expo del 1906 - ha spiegato Cadeo - l’ultima esposizione universale lasciò a Milano una traccia indelebile negli edifici e nello stile del paesaggio. Si pensi ai decori floreali in ferro battuto dell’architetto Sommaruga (progettò palazzo Castiglioni in corso di porta Venezia)».
Saranno illuminate le facciate dei monumenti, dal Castello alla Galleria. Ma anche le chiese e le basiliche e, oltre ai tram, brilleranno anche alcuni percorsi pedonali. Non solo edifici e non solo in centro, però. Crescerà anche il numero di alberi e fontane addobbate, filari di castagni e olmi già l’anno scorso erano stati decorati con microlampade incandescenti, «un tipo di allestimento che era piaciuto ai residenti e che abbiamo deciso di estendere». Risultato ottantacinque chilometri di copertura stradale per quasi quattromila allestimenti luminosi, realizzati con il contributo della Camera di commercio e di quarantun associazioni di via. Che si occuperanno, queste ultime, di accendere i loro quartieri periferici, «senza ricorrere a segni scenografici inflazionati ma restando a tema, il Liberty». Lontano negli anni ma anche lontano, ben lontano dall’ «Alba di luce» di Ian Ritchie allestita qualche anno fa in piazza Duca d’Aosta. Una scultura a forma di scivolo che è ricordata proprio come uno scivolone: 120 chilometri di fibra ottica impiegata e due miliardi di euro per rimuoverla.