Tram deraglia e finisce nel portone di una casa

Tragedia sfiorata. E c’è chi chiedeva: «Girano un film?»

«Sono tornata dal lavoro e ho visto il tram appoggiato allo stabile dove vivo, proprio sotto la mia finestra! Credevo stessero girando un film... Solo più tardi ho capito che era un incidente. Ma molto, molto coreografico».
Maila V., 45 anni, filippina dall’italiano forbito, fa parte del 20 per cento delle persone che ieri mattina in via Esiodo (a Precotto) ha pensato che avrebbe sentito, a breve, il fatidico: «Ciak! Si gira!». Il restante 80 per cento ha creduto invece a una nuova tragedia dopo che un’Audi A4 azzurra metallizzata, sbucando da una traversa senza osservare una precedenza, si è scontrata con un tram della linea 7 partito da piazza Castello. Dodici le persone ferite lievemente (autista compreso) ricoverate tra la clinica Santa Rita, l’ospedale S. Raffaele, la Multimedica di Sesto S. Giovanni e il «Bassini» di Cinisello Balsamo.
Questa, in sintesi, la dinamica e il bilancio dell’incidente avvenuto intorno alle 11.40 nella zona nordest della città. Uno scontro che, presentandosi come una scena biblica con quel tram finito contro un palazzo, ha provocato momenti di profonda apprensione, facendo riaffiorare dalla memoria dei passanti, dei residenti, ma anche degli stessi soccorritori delle ambulanze, dei vigili del fuoco e dell’Atm, un incubo recentissimo: nella mente di tutti, infatti, c’è ancora l’incidente accaduto solo tre mesi fa in corso di Porta Vittoria, quando lo scontro tra un tram e un Suv provocò la morte di una passeggera e il ferimento di un’altra decina di persone.
È stato l’autista del mezzo Atm, Vito G., a raccontare dell’auto in arrivo da via Alfredo Soffredini e dell’urto che ha causato il deragliamento del tram, facendolo finire col muso sul portone del civico 14 da dove, fortunatamente, in quel momento non entrava né usciva nessuno. Lo stesso conducente ha anche sottolineato che il quel punto il tram procedeva a bassa velocità, come sempre avviene nei punti in cui i binari incrociano una serie di intersezioni stradali. A bordo della vettura incriminata, inoltre, non c’era il proprietario, bensì un tecnico che stava eseguendo un collaudo e che non avrebbe rispettato una precedenza.
Sull’incidente non è stata aperta un’inchiesta perché, trattandosi di lesioni colpose, si procede esclusivamente su querela di parte.