«Tram lumaca, la soluzione sono i percorsi dimezzati»

Balotta (Cisl): «Accorciamo i tragitti per limitare i ritardi». L’Atm: «Ma il vero problema resta il traffico»

Senza un «niente» che allunga il percorso, il 14 impiega di suo un’ora e nove minuti. Sessantanove minuti da capolinea a capolinea, dal Cimitero Maggiore al Lorenteggio. Otto minuti di meno per il 3 - sulla tratta piazza Bausan-Gratosoglio -, sette in meno per l’1 da Greco a piazza Castelli e, orario Atm alla mano, sempre sei in meno per il 33 impegnato da piazza Cacciatori delle Alpi a Lambrate.
Ma quel «niente» è impresa impossibile nelle strade di Milano, dove le linee tramviarie sono a rischio ritardi: «Un piccolo contrattempo e, oplà, la tabella di marcia va a farsi benedire» osservano dalla Filt-Cgil. Rischio che aumenta soprattutto quando la linea è di quelle lunghe, come per il 14, il 3, l’1 e il 33. Denominatore comune messo nero su bianco nel «libro nero Atm» redatto da sindacati e associazioni consumatori, che a settembre sarà presentato a Palazzo Marino. «Denunce di disagi quotidiani reclamano un intervento dell’assessorato ai Trasporti nei confronti dell’azienda di foro Bonaparte» nota Alessandro Miano del movimento consumatori.
L’«intervento» che si spera risolutivo si chiama, tecnicamente, «scorporo delle tratte» ovvero revisione del percorso con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative. Che, tradotto in soldoni, vuol dire «tagliare su misura» quelle tratte la cui percorrenza supera i sessanta minuti, soluzione per risolvere i problemi di servizio, che Cgil-Cisl-Uil stanno mettendo a punto dopo una ricognizione sul territorio: «L’ultima ristrutturazione della rete tramviaria risale al 7 dicembre 2002, quattro anni dopo è necessario rimettere mano ai percorsi sfruttando maggiormente anche le linee metropolitane e quelle intersezioni che offrirebbero ai clienti di Atm un risparmio di tempo» osserva Dario Balotta, segretario regionale Fit-Cisl. Ma questa pratica dello «sdoppiamento» delle linee «lente», continua Balotta «ripropone la necessità di un’operazione di miglioramento della circolazione stradale in città, con particolare riguardo alla tutela della marcia del trasporto pubblico». Come dire: più rigore e controlli sulle corsie riservate ai mezzi dell’Atm e pure «all’incaglio ossia alla pratica della sosta in seconda e anche terza fila che provoca un sensibile ritardo sulla tabella di marcia di bus e tram».
Valutazione oggettiva, quest’ultima, condivisa pure da Atm che «registra sistematicamente con il telerilevamento la durata di ogni corsa» in una città dove «tram, autobus e filobus si muovono in promiscuo con il traffico e, inevitabilmente, ne subiscono l’andamento e le vicissitudini». Invito reiterato a non «intralciare la marcia dei mezzi pubblici» che troppo spesso allunga il tabellino di marcia di quelle linee troppe lunghe, che attendono un drastico taglio.