Trambus annega nei debiti per colpa di Atac e Comune

La prima, la «Trambus spa» - la società comunale che assieme a «Met.ro» e «Tevere Tpl» gestisce il trasporto pubblico capitolino - verrebbe definita da qualsiasi esperto di bilanci un’azienda sommersa dai debiti contratti con le banche, «strozzata» dai crediti che vanta nei confronti della seconda, la consorella «Atac spa», l’Agenzia per la Mobilità. Atac e Trambus, due facce di uno stesso fallimento, quello del cosiddetto «Modello Roma» nato nel 2000 e già arrivato alle soglie del pensionamento - come dimostra il prossimo riassetto del comparto e la relativa fine dello «spezzatino» - dopo i tanti guasti prodotti.
Appena mercoledì scorso, intervenendo a un convegno sull’argomento organizzato da Cgil, Cisl e Uil, l’assessore comunale al Bilancio, Marco Causi, aveva spiegato come «negli ultimi anni il deficit del trasporto pubblico romano si è fortemente ridimensionato». Eppure basterebbe analizzare la situazione economica di Trambus per spegnere simili entusiasmi. In virtù dell’attuale contratto di servizio (2005-2011) per la commessa del Tpl di superficie, la salute dell’azienda capitolina dipende infatti sostanzialmente dai suoi due principali «clienti»: Atac e Comune. E qui arrivano le note dolenti: al 31 maggio 2007 infatti Trambus vanta 193 milioni di euro di crediti nei confronti di Atac e 56,5 milioni nei confronti del Campidoglio, oltre a 78,5 milioni verso Stato e Regione, per un totale di 328 milioni di euro. Un monte crediti in continua crescita, passato dai 146 milioni di euro del bilancio 2004, ai circa 169 milioni del 2005 e ai 247 milioni del 2006.
Ma a impressionare è come sia proprio Atac il principale debitore di Trambus: debiti dovuti sia a situazioni pregresse (manutenzioni straordinarie, sanzioni ausiliari del traffico) e, soprattutto, al mancato pagamento delle prestazioni rese, dal giugno 2006 a oggi, nell’ambito del contratto di servizio. Una condizione che ha costretto Trambus a ricorrere al prestito bancario per fronteggiare i 40 milioni di euro di spese mensili, fino ad arrivare al 30 giugno 2006 a una situazione patrimoniale in cui l’indebitamento netto verso le banche aveva raggiunto gli 86 milioni di euro, una cifra pari a 11 volte il patrimonio netto della società (7,l milioni).
La verità emerge dal confronto con la situazione patrimoniale di Atac, che al 31 dicembre 2005 (ultimo bilancio disponibile) evidenziava un indebitamento totale - a breve e a lungo termine - pari a sole 0,43 volte il patrimonio netto contro quello (tutto a breve termine) pari a ben 11 volte di Trambus. In sostanza Atac, invece di assolvere puntualmente ai propri obblighi contrattuali (e se necessario indebitarsi a breve in virtù della sua solida struttura patrimoniale), continua a finanziarsi in gran parte proprio pagando in ritardo i principali fornitori, in primo luogo Trambus e Met.ro, e scaricando su questi ultimi il peso finanziario del Tpl fino a condurli in una situazione di grave crisi. «Quello che non comprendiamo - osserva il vicepresidente del consiglio comunale, Vincenzo Piso (An) - è perché queste aziende debbano indebitarsi a breve per finanziare Atac, quando invece è Atac che dovrebbe finanziare tutti. Quanto ancora potranno reggere tali strutture patrimoniali? Quanto denaro pubblico dovrà essere ancora inutilmente sperperato in sempre maggiori interessi bancari?».