Tramonta l’ingresso di nuovi istituti nel capitale di Olimpia

Marcello Zacché

da Milano

Va verso il tramonto l’ipotesi dell’ingresso di nuove banche in Olimpia, la holding che controlla la maggioranza relativa (18% del capitale) del gruppo Telecom.
La praticabilità dello schema secondo il quale gli azionisti finanziari di Hopa, cioè Mps, Bpi, Antonveneta e Unipol, possano restare in Olimpia anche dopo il divorzio tra i grandi soci della holding (Pirelli e Benetton) e la stessa Hopa, secondo autorevoli indiscrezioni finanziarie si sarebbe rivelata impossibile. Soprattutto nella forma della creazione di una newco costituita apposta per le banche: un’operazione che si è rivelata troppo complessa sia per le implicazioni relative alla valorizzazione della quota Telecom e alla conseguente distribuzione delle minusvalenze sulle banche e su Hopa, sia per le differenze di veduta e di struttura di bilancio dei singoli istituti, sia per le divergenze con gli altri soci di Hopa.
Come molti ricorderanno, la questione risale all’8 febbraio, quando Pirelli e Benetton (rispettivamente primo e secondo azionista di Olimpia con il 54% e il 16,8%) hanno dato disdetta a Hopa (socio con il 16%), aprendo il dossier-divorzio. Un percorso che prevede la liquidazione di Hopa per cassa (cash settlement) di circa 700 milioni, compreso un premio previsto di 208 milioni, ovvero la scissione parziale con l’assegnazione alla finanziaria bresciana della propria quota parte di azioni Telecom (il 2,9% del capitale) e debito Olimpia (550-600 milioni).
In quella occasione i consulenti di Pirelli (Bruno Ermolli) e Hopa (Roberto Poli) si sono seduti al tavolo a più battute per vedere di trovare una strada alternativa alla liquidazione di Hopa. E l’unica ipotesi era quella di sganciare le istituzioni finanziarie (che hanno complessivamente poco meno del 30%) dagli altri soci, e soprattutto da Fingruppo (la capogruppo di Emilio Gnutti) che detiene il 33% del capitale.
Un percorso che aveva come condizione quella dell’annullamento del premio da 208 milioni a favore di Hopa. Ma in queste ultime settimane sarebbe mancata definitivamente l’intesa. Mentre la strada che sembra ora favorita è quella della liquidazione per cassa, che a Hopa sarebbe preferita anche per la rivalutazione recente del titolo Telecom, che dall’8 febbraio ha recuperato un 6-7% Ermolli e poli dovrebbero tornare a vedersi entro la fine del mese.
Se ne saprà di più nei prossimi tempi, dal momento che aprile si presenta caldo: il 4 aprile scade il termine per vendere a Pirelli le proprie azioni anche da parte degli due soci di Olimpia, Intesa e Unicredito, mentre il 19 è in calendario l’assemblea di Olimpia. E l’8 maggio è il termine ultimo per mettere nero su bianco le regole del divorzio con Hopa. Salvo immaginare che, in caso di mancato accordo, non si apra un contenzioso legale.
marcello.zacche@ilgiornale.it