Tranquilli, indaga l’ispettore Clouseau

Oltre all’orrore, la prima reazione di tutti noi è stata di incredulità. Ma come caspita è possibile che per quasi due anni chi conduceva le indagini non si è accorto che Ciccio e Tore ce li aveva lì sotto il naso? Sono andati a cercarli dappertutto, perfino in Romania, e invece i due fratellini erano in pieno centro a Gravina, vicinissimi a casa loro, vicinissimi al punto dove erano stati visti giocare poco prima della scomparsa. Possibile che nessuno degli inquirenti abbia mai sentito dire che lì da quelle parti c’è un edificio abbandonato dove i bambini spesso entrano a cercare l’avventura? E che in quell’edificio c’è una cisterna? Ieri un’agenzia ha perfino diffuso la notizia che qualcuno era pure entrato in quel pozzo, ma non aveva visto i due corpicini. Se così fosse, sarebbe una perla da fare il paio con quella famigerata del covo delle Brigate rosse al tempo del sequestro Moro, quando alcuni agenti suonarono al campanello dell’appartamento dei rapitori - in via Gradoli - ma poi se ne andarono perché nessuno era venuto ad aprire la porta. Ma quella è una storia che forse cela chissà quali misteri, e quindi lasciamo perdere.
Però forse tanti misteri, tanti gialli, tanti enigmi che danno da lavorare a legioni di dietrologi, di complottologi e di pistaroli di professione, sono in realtà non dei misteri, non dei gialli, non degli enigmi ma solo la conseguenza della sciatteria con la quale spesso si lavora in Italia, preoccupati più di timbrare il cartellino e aspettare il 27 che di far bene il proprio mestiere.
A Garlasco dicono che un maresciallo scivolò su una chiazza di sangue sul pavimento della villetta della povera Chiara, mandando a carte quarantotto i rilevamenti della scientifica; e che un magistrato condusse le indagini part time dividendosi tra Roma e il paese del delitto. Non si sa se siano leggende metropolitane, è però un fatto che ci si dimenticò perfino di verificare se l’assassino aveva lasciato impronte sulla ragazza, e si dovette riesumare il cadavere dal camposanto per rimediare. A Cogne i Ris arrivarono con le loro attrezzature da Archimede Pitagorico quando ormai la frittata era fatta: prima di loro, era passato Paperoga.
E per stare in Puglia. Nel 1999 due rom furono arrestati per aver venduto per otto milioni la loro bambina - Mirabela, di 7 anni - a un’altra famiglia. Ma la piccola invece non solo non era stata venduta, ma era stata uccisa, e il cadavere era lì a 200 (duecento!) metri dal punto della scomparsa, e fu trovato cinque mesi e mezzo dopo. Gli assassini? Mai trovati, anche perché mai cercati.
E così, tra ispettori Clouseau e magistrati che non interrogano subito il principale indiziato perché devono allattare (è successo anche questo) vanno avanti tante indagini all’italiana, che alimentano speciali-tg e talk-show, e che invece starebbero a pennello in un film di Alberto Sordi.
Michele Brambilla