Tranquilli, solo un giorno di pausa

Io non ho precedenti penali dunque, a differenza della marmaglia che domenica scorsa dava sfoggio di sé fuori del San Paolo, mi prendo il lusso di essere un tifoso obiettivo. Quasi obiettivo. Confesso che, come molti cuori azzurri, sto ancora gongolando per la tripletta ai portoghesi, una partita che per la prima volta dai tempi d’oro ci ha rifatti sentire di nuovo Grandi. Il pari di Udine dunque ce lo archiviamo volentieri come una giornata di pausa. Spiace, si fa per dire, per i bianconeri friulani a cui, con noi, le cose non vanno mai troppo bene. Penso che avessero ancora stampata in mente la cinquina che gli abbiamo rifilato a Udinese alla prima dello scorso anno e quindi gli tremavano un po’ le gambe. Eppure noi ce l’abbiamo messa tutta per farli segnare, espulsione compresa (caro Santacroce, mo’ stai diventando ’na croce...). Ma loro niente, neppure quando i due centrali hanno messo con galanteria Di Natale comodo comodo davanti a Iezzo. Macché. Il Marino bianconero si è lamentato perché, dice lui, ci meritavamo un’altra espulsione. Mo’ non esageriamo. La verità è che qua di Marino ce n’è solo uno, il sempre più lucido Pierpaolo: cinque punti in tre partite può andar bene.