Trans ucciso: preso il secondo uomo È lo straniero che Stefania conosceva

È finita sul litorale romano, nella zona di Ardea, la fuga del secondo uomo ricercato da giorni per l’assassinio di «Stefania», il transessuale morto in seguito alle ferite riportate nel corso dell’aggressione avvenuta nel suo appartamento ai Parioli lo scorso 31 luglio. Ieri pomeriggio, gli uomini della squadra mobile di Roma, hanno fermato il complice di Domenico Bruscella, già in carcere, responsabile dell’omicidio di «Stefania» Coppi. Il fermato sarebbe un cittadino straniero, originario di una delle Repubbliche nate dallo smembramento della ex Jugoslavia, che conosceva la vittima e mise a punto il piano per la rapina. Il transessuale, fu trovato disteso sul letto, in una pozza di sangue dal suo ultimo compagno, il quale si era insospettito visto che non si sentivano da un po’ di tempo. Morì nel giro di 48 ore per le gravi ferite riportate alla testa. Secondo quanto dichiarato da Domenico Bruscella, in sede d’interrogatorio, Stefania aprì la porta del suo appartamento senza esitare, perché conosceva lo straniero. Entrambi dovranno ora rispondere della grave accusa di omicidio volontario a scopo di rapina.