Transessuale aggredito in casa: ora rischia la vita

Un violento litigio in seguito a una prestazione con un cliente occasionale oppure una rapina finita in tragedia: sono i probabili moventi della violenta aggressione che ha ridotto un transessuale italiano in fin di vita. Il trentacinquenne ha pagato a «caro prezzo» il suo lavoro. È stato il suo coinquilino, con cui aveva avuto una relazione in passato, a trovarlo esanime, lunedì notte intorno all’una, quando ha fatto ritorno nella loro abitazione in via Adelaide Ristori, nel quartiere Parioli, e a dare l’allarme alla sala operativa del 113. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, si sono trovati di fronte a uno scenario da film dell’orrore. Il transessuale era disteso sul letto in un lago di sangue. Il suo aggressore gli aveva provocato numerose fratture al volto e profonde ferite alla testa. Il poveretto è stato trasportato tempestivamente al policlinico Umberto I dove è tuttora ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata. «Le condizioni disperate dell’uomo non lasciano - secondo la diagnosi dei medici - sperare in nulla di buono». Gli investigatori della squadra mobile e gli agenti del commissariato di Villa Glori stanno cercando di fare chiarezza sull’aggressione e di capire come il trans abbia passato le ultime ore della serata e, soprattutto, con chi. I primi accertamenti hanno rilevato che dall’appartamento poco distante da Villa Glori e messo completamente a soqquadro, sono stati rubati alcuni oggetti, tra cui alcune carte di credito e un computer portatile. Gli inquirenti stanno controllando anche i tabulati telefonici che evidenzierebbero gli ultimi contatti del trans e stanno interrogando gli amici dell’uomo. Non si esclude che il transessuale possa aver conosciuto il suo aggressore in una chat-line.