Transessuale stuprato e ucciso: due in manette

E' stato ucciso dopo essere stato
stuprato e barbaramente picchiato da due giovani, di 17 e 19 anni. Il corpo della vittima, abbandonato
lungo la Tangenziale ovest di Milano, è stato trovato in avanzato stato di decomposizione

Milano - Un delitto di una violenza mai vista, tanto da lasciare colpiti perfino i poliziotti della Squadra mobile, pure abituati a casi del genere. È stato descritto così l’omicidio di Gustavo Brandau, il transessuale brasiliano di 30 anni, in Italia da clandestino, ucciso a Milano dopo essere stato stuprato e barbaramente picchiato da due giovani e il cui corpo è stato poi abbandonato lungo la Tangenziale Ovest.

Due giovani in manette Gli arrestati, e rei confessi, sono un marocchino di 17 anni con precedenti per droga e reati contro il patrimonio che era affidato alla comunità di don Gino Rigoldi, e un italiano di 19, disoccupato, già noto alle forze dell’ordine, Davide Grasso, originario di Catania, abitante a Rozzano nel Milanese. In base alla ricostruzione degli investigatori - grazie anche alle immagini ritratte da una telecamera - i due hanno chiesto una prestazione sessuale gratuita al viado e poi lo hanno sequestrato, violentato e accoltellato prima di abbandonarne il corpo, trovato in avanzato stato di decomposizione.

La collega: "Ho provato a salvarla" "Gli ho gridato di lasciarla andare e quando mi sono avvicinata per aiutarla a scappare mi hanno afferrata per i capelli e picchiata e così sono scappata perché avevo paura che se la prendessero anche con me". Paola, il trans che da due mesi divideva il marciapiede di via Novara a Milano con Samantha, ricorda la sua "collega". "Se la sono presa con lei perché fisicamente era la più esile tra noi trans: era la vittima più facile e probabilmente l’avevano addocchiata quando era da sola, lei iniziava a lavorare presto, intorno a mezzanotte, mentre io iniziavo solitamente più tardi". Paola spiega che Samantha (nome d’arte di Gustavo Rangel Brandau) era in Italia da circa tre anni e che sognava in questi giorni di lasciare il marciapiede per poter andare al Festival Latinoamericano in corso a Milano. "Ma aveva bisogno di soldi, voleva tornare in Brasile a salutare la famiglia a portare i soldi per aiutare i genitori che vivono a Bahia e quindi lavorava tutte le sere e le notti". È stato grazie alla denuncia di sequestro di persona presentata da Paola attraverso il suo legale (l’avvocato Deborah Piazza) il 1 agosto scorso (e integrata con altri preziosi dettagli il giorno seguente) al commissariato Bonola, che gli investigatori della prima sezione della squadra Mobile di Milano sono riusciti ad arrestare i due giovanissimi responsabili dell’omicidio di Samantha e di ritrovare il suo corpo orribilmente martoriato e in stato di decomposizione.