Tranviere trova sul «12» portafogli con mille euro e lo consegna in centrale

Era il 24 settembre di tre anni fa. Da allora, in largo Gavirate, per realizzare il parcheggio interrato avevano quasi 500 giorni. Per l’esattezza, 490. Ma «a oggi pare che i lavori di costruzione non solo non siano stati ultimati, ma neppure ancora effettivamente iniziati». Così scrive il giudice per le indagini preliminari Alessandra Cerreti. A tre anni di distanza dal primo scavo. L’ordinanza del gip rigetta la richiesta di archiviazione dell’inchiesta presentata dal pm Paola Pirotta, e nata dopo le proteste del comitato Genitori del liceo scientifico Vittorio Veneto (che affaccia proprio in largo Gavirate), secondo il quale quel cantiere aveva creato un pericolo per gli studenti.
L’inchiesta era partita in seguito alla manifestazione degli studenti sotto palazzo Marino nel febbraio 2007 e all’esposto dei genitori, raggruppatisi in un comitato, nel gennaio successivo. Lamentavano una situazione di pericolo perché il cantiere per la costruzione del parcheggio interrato era a ridosso di due edifici scolastici e che in caso di evacuazione le 2mila e 500 persone che ogni giorno frequentano il liceo non avrebbero potuto essere raggiunte dai mezzi di soccorso.
Il pm ha poi accertato che in effetti largo Gavirate era stato previsto dal piano per la sicurezza come punto di raccolta in caso di incendio se non per tutta la popolazione scolastica, comunque per 288 persone. Tuttavia l’impresa appaltatrice, a metà aprile 2007, aveva disposto l’arretramento delle transenne, che secondo i vigili del fuoco - come si legge nell’ingiunzione spedita un mese prima - «di fatto impediscono l’accesso agli automezzi di soccorso».
E se per il gip «appare condivisibile l’orientamento del pubblico ministero in ordine alla mancanza attuale di un pericolo concreto per la pubblica incolumità della popolazione studentesca», tuttavia non è sempre stato così. Per Cerreti, infatti, «diversa valutazione si ritiene debba farsi in merito al periodo precedente (più di un anno e mezzo), durante il quale le barriere di delimitazione del cantiere sono state collocate a ridosso delle uscite degli edifici scolastici, impedendo in tal modo l’accesso alle scuole dei mezzi di soccorso e ostacolando effettivamente il deflusso nel caso di emergenza».
Un punto a favore del comitato dei genitori. «Il giudice - spiega l’avvocato Marco Bolchini - ha espresso dubbi su tale titolo abilitante la costruzione dei box interrati alla luce della recente giurisprudenza della Suprema corte, nonché sulla effettiva pericolosità del cantiere accertata dal settembre 2005 alla primavera 2007».