Trap, Mancini, Gullit dove volano le aquile

Giovanni Trapattoni in Sudafrica potrebbe arrivarci lo stesso, anche senza lo sterile tentativo di ripescaggio presentato dalla federcalcio irlandese e bocciato ieri dalla Fifa in una dichiarazione ufficiale del segretario generale Jerome Valcke. Il nome del tecnico di Cusano Milanino figura infatti in una lista di papabili che il presidente della federcalcio nigeriana Sani Abdullahi Lulu ha presentato alla stampa locale. Le Super Aquile, che si sono qualificate alla fase finale del torneo all’ultimo respiro a spese della Tunisia, non rinnoveranno la fiducia al timoniere Shaibu Amodu, una testa di legno che non ha mai goduto di libertà d’azione, e in vista di Coppa d’Africa e del Mondo meditano di affidare le sorti sportive a un tecnico europeo di collaudata saggezza. In cima alla lista c’è appunto il nome di Giovanni Trapattoni in compagnia, tra gli altri, di Roberto Mancini, Ruud Gullit e Guus Hiddink.
Resta da comprendere quanto sia affidabile la sparata del pittoresco numero uno della federazione di Lagos, avvezzo, come del resto tanti altri suoi colleghi africani, a lanciare proclami e sbandierare nomi altisonanti nel (vano) tentativo di raccogliere consensi in patria e all’estero. Accostamenti suggestivi che spesso non si concretizzano per la pervicace abilità di questi personaggi a non versare gli emolumenti pattuiti. Situazione che avrebbe scoraggiato Ancelotti dal piegarsi al soave canto delle sirene della Costa d’Avorio.
In una sorta di film già visto lo scorso luglio in Camerun il presidente Mohammed Iya dopo aver licenziato lo «zingaro» Otto Pfister rivelò di essere in trattativa con José Mourinho, sostenendo che il portoghese avrebbe gradito l’incarico part-time. L’interessato smentì in modo risoluto qualsiasi contatto e i Leoni Indomabili annunciarono qualche giorno dopo il francese Paul Le Guen, ex del Lione che per inteso non ha ancora rinnovato il contratto in scadenza il 31 dicembre.
Anche in questo caso potrebbe trattarsi di una notizia costruita ad arte dalla federcalcio nigeriana che in realtà vanterebbe già un accordo verbale col giramondo transalpino Claude Le Roy, gia ct del Camerun ai mondiali francesi del 1998, e attualmente alla guida del ricco emirato dell’Oman.
La Nigeria, al di là di Trapattoni, si conferma nazione specializzata nel cannibalizzare gli allenatori. Negli ultimi dieci anni si sono avvicendati infatti qualcosa come diciotto commissari tecnici, alcuni dei quali anche di provata esperienza come il leggendario mastino tedesco Berti Vogts e l’ex ct dei tulipani a Italia 90 Thijs Libregts.