A Trapani è subito Luna crescente: suo il derby con «+39»

Il team di De Angelis, con Lapo Elkann a bordo, batte nettamente la barca «di casa». Doppia sconfitta per Mascalzone Latino

Antonio Vettese

Prime regate nel mare di Trapani con pronostici quasi rispettati. Tutto regolare, vento non troppo forte per le due prove in programma. I forti insomma sono sempre forti. Luna Rossa ha vinto bene le sue due regate, battendo prima China Team e poi la barca che tutti considerano di casa, +39, quella che riceve un bel tifo da stadio per il fatto che sulla randa ha scritto Regione Sicilia.
Luna Rossa, che ha ospitato a bordo Lapo Elkann e Gustavo Thoeni, ha sfruttato la sua maggior velocità mentre +39 sperava in una giornata più ventosa. Sugli alberi delle due barche due «instigator» siciliani: sulla Luna Checco Bruni e su +39 il fratello Ganga. Alla fine Luna Rossa ha vinto con il vantaggio di 1’47”. La barca di Iain Percy nell’altro incontro ha fatto faticare gli svedesi, che hanno vinto la regata ma anche fatto venti virate nella ultima bolina. Mascalzone Latino senza il neozelandese Hamish Pepper ha perso i due incontri in programma, contro K-Challenge e soprattutto contro il vecchio Mascalzone Latino ora utilizzato dal team tedesco United Internet di cui è timoniere l'esperto danese Jesper Bank. La barca è stata aggiornata con un nuovo albero e sembra navigare bene.
Una sorpresa c’è, ed è la vittoria di K-Challenge portata da Thierry Pepponnet contro Emirates Team New Zealand, Dean Barker è finito in una bolla di bonaccia e ha insistito a rimanervi nella speranza che il vento montasse. Ma non è successo e il suo ritardo all’arrivo, circa due minuti, è punitivo. Poco da dire sugli altri, Alinghi e Bmw Oracle vanno sempre forte, anche con i cambi di equipaggio e il debutto di Ed Baird alla ruota della barca svizzera: un po’ timido nella partenza contro Desafío dove Karol Jablonski ha già preso le misure sul «barcone». Alla televisione non si ha mai l’impressione di quanto sia delicato timonare queste barche. Nella realtà non basta affatto girare il timone per andare dove vogliono gli occhi. Alle basse velocità si comportano come boe e ci vuole l’aiuto di tutto l’equipaggio che muove le vele per fargli cambiare direzione e acquistare velocità.