Trapianti di cornea, l’Italia leader in Europa

Dalla banca degli occhi di Mestre si esportano organi in tutto il continente

Marisa De Moliner

da Milano

In tempi di forti importazioni, soprattutto dalla Cina, l'Italia va in controtendenza e lo fa in un settore particolarmente delicato. Il nostro Paese esporta infatti cornee da trapiantare: un programma che ha per mete Francia, Germania, Olanda e Regno Unito e che conferma il buon livello raggiunto dai trapianti di cornea. Siamo, e non solo per numero di trapianti, al primo posto in Europa: un piazzamento che attesta l'autosufficienza dell'Italia. Si tratta di un successo frutto del lavoro di anni che ha portato di recente a una copertura del fabbisogno. Ma non è sempre stato così: alla fine degli anni 90 infatti anche noi importavamo cornee, e tante.
Ad esportarle ora è la Banca degli occhi del Veneto. «Al momento - spiega il direttore Guido Ponzin - da Mestre ne trasferiamo all'estero un centinaio all'anno». Dal centro veneziano partono però cornee destinate sul territorio nazionale, soprattutto nella zona del nord-est. Ma a cosa si deve il miglioramento avvenuto che ha reso autosufficiente l’Italia già dal 2000? «A una sensibilizzazione dell'opinione pubblica - risponde il direttore della Banca degli occhi del Veneto - ma anche a un buon lavoro del centro regionale trapianti che ha favorito una più efficace attività di recupero delle cornee tramite personale preparato in ogni ospedale». Ai buoni risultati della banca di Mestre vanno aggiunti quelli delle altre banche italiane. Tutte insieme fanno sì che nel 2004 siano state raccolte dodicimila cornee l'anno, delle quali solo poco meno della metà trapiantate. «Perché - precisa Guido Ponzin - solo le migliori, che devono rispondere a precisi indici di qualità, vengono trapiantate. Con quasi 5200 cornee trapiantate il nostro Paese, dove la situazione è disomogenea, è l'unico ad avere questi numeri». «Siamo gli unici ad aver quasi raggiunto l'autosufficienza - aggiunge Matteo Piovella, segretario della Soi (la Società oftalmologica italiana)- se si pensa che il fabbisogno stimato è di 5.700 trapianti, cento per milione di abitanti. I cinquecento mancanti del 2004 sono stati praticati quest'anno andandosi ad aggiungere agli altri praticati negli ultimi dodici mesi. Questi non ancora conteggiati sono comunque più numerosi dei 5.200 dell'anno scorso».
«L'Italia - prosegue Piovella - è, seguita dall'Inghilterra, la meglio organizzata e quella che pratica una selezione accurata delle cornee. Davvero un bel successo per il nostro Paese, se si considera che soltanto dieci anni fa era agli ultimi posti in Europa». E all'avanguardia sono anche gli studi che, premiati dalla Società oftalmologica italiana con 30mila euro, svolti a partire da gennaio per due anni alla Banca degli occhi di Mestre, permetteranno di scoprire i meccanismi che fanno fallire un trapianto e sospettare un rigetto delle cornee.