Trapianti: nel 2010 in Italia 511 pazienti sono morti in attesa di un organo

Ogni giorno in Europa dodici persone muoiono aspettando un trapianto. Sono 56.000 i pazienti in lista d'attesa per ricevere un organo in tutta Europa e di questi 9.000 soltanto in Italia. Dati negativi emersi dal rapporto annuale mondiale sui trapianti presentato nei giorni scorsi a Strasburgo.

Ancora troppe le persone in attesa di un trapianto. Nonostante l'Italia abbia compiuto grandi progressi nel settore delle donazioni il cammino è ancora lungo. Nel 2010 infatti soltanto in Italia 511 persone sono morte mentre erano in attesa di un organo. Ogni giorno in Europa sono addirittura dodici le persone che muoiono aspettando un trapianto, oltre 4.000 all'anno. Le donazioni che hanno conosciuto un periodo di forte crescita nello scorso decennio ora sono sostanzialmente ferme sugli stessi numeri da oltre cinque anni. Sono 56.000 i pazienti in lista d'attesa per ricevere un organo in tutta Europa di questi 9.000 soltanto in Italia.
Dati negativi emersi dal rapporto annuale mondiale sui trapianti presentato nei giorni scorsi a Strasburgo. In particolare tra le persone che hanno perso la vita in Italia 159 attendevano un rene, 195 erano in lista d'attesa per un fegato, 98 avevano bisogno di un cuore e 59 erano in attesa di un trapianto di polmoni.
Come sottolinea l'esperto, il dottor Rafael Matesanz (direttore dell' Organizzazione spagnola per i trapianti che ha realizzato il rapporto in collaborazione con il Consiglio d'Europa) l'Italia potrebbe fare molto meglio se tutte le regioni fossero in grado di riorganizzare il sistema, come ad esempio è già stato fatto in Toscana. Inoltre, le regioni dovrebbero migliorare le procedure per ottenere il consenso delle famiglie all'espianto. I dati sulle donazioni infatti sono molto diversi da regione a regione. La Toscana ha una media di oltre 40 donatori ogni milione di persone e il Friuli segue subito dopo con 39. Altre regioni, come la Campania e la Sicilia, non arrivano a 10.
Con la giornata europea della donazione e del trapianto di organi, celebrata lo scorso 22 ottobre, il Consiglio d'Europa vuole da un lato incoraggiare il dibattito sul tema e dall'altro stimolare soprattutto i ministeri della salute affinché sviluppino e promuovano delle procedure trasparenti ed etiche che salvaguardino il bene e il rispetto sia dei donatori, sia di coloro che ricevono gli organi.
I trapiantati oramai hanno un'ottima aspettativa di vita. Dopo il trapianto il reinserimento nella normale vita sociale del paziente non è più un'utopia. Per quanto riguarda il trapianto di cuore nel 90,3 per cento dei casi i pazienti italiani trapiantati lavorano o sono nelle condizioni di farlo e quindi sono stati pienamente reinseriti nella normale attività sociale. Esiti positivi con un ritorno alla normale vita quotidiana anche per i trapiantati di fegato nel 79,9 per cento dei casi e per i trapiantati di rene nel 90,1 per cento dei casi.