«Trapianti, gli ospedali non ci danno cornee»

«Ne forniscono 300 all’anno, e possiamo usarne solo il 45%»

Marisa De Moliner

Bocciati gli ospedali milanesi. Procurano poche cornee, soltanto 300 all’anno. Poche, che diventano addirittura pochissime se si considera che quelle trapiantabili sono meno della metà. A non funzionare bene è il sistema di reperimento. E a denunciare questa carenza è Marino Campanelli, il direttore della Banca degli occhi di Monza, anche se lo fa utilizzando frasi diplomatiche. «Da Milano non arrivano molte cornee - dice l’oculista - potrebbero procurarne di più». Ma allora, cosa non funziona? «La maggior parte degli ospedali - risponde il dottor Campanelli - affida il reperimento più alla buona volontà dei medici che ad un'attività ben organizzata». E così ogni dodici mesi arrivano non più di 300 cornee da quattro nosocomi: Sacco, San Paolo, Niguarda e San Raffaele. Quest'ultimo è però il più «virtuoso» e viene promosso dal direttore della Banca degli occhi . «Da solo - ammette - ne fornisce 150. Ha un sistema di raccolta che si rivela efficace, anche se diverso dal nostro. Noi abbiamo adottato un sistema capillare affidato agli infermieri di tutti i reparti che distribuiscono ai parenti una modulistica informativa ben studiata che non urta la sensibilità. In questo modo non viene esercitata alcuna pressione e si lascia così completa libertà di scelta a persone già alle prese con un grande dolore. Questo sistema, che si rivela vincente, viene adottato anche dagli altri ospedali della nostra azienda».
E meno male che ci sono queste strutture sanitarie e altre lombarde, come quelle di Varese, Brescia, Bergamo, Busto Arsizio, Vimercate, Sesto San Giovanni e una clinica privata di Paderno Dugnano, perché è da fuori Milano che arriva a Monza la gran parte delle cornee. E precisamente, 500 dagli ospedali che dipendono direttamente dal San Gerardo e circa milleduecento dalle altre strutture sanitarie che con le trecento di provenienza milanese raggiungono quota duemila. Un bel numero che però non corrisponde ad altrettanti trapianti. Sono meno della metà, circa il 45%, quelle che vengono utilizzate. «Devono risultare idonee dopo un’accurata selezione - precisa il dottor Campanelli - alcune non la superano per problemi legati al donatore, al tessuto o a eventuali contaminazioni».
L’anno prossimo potrebbero però essere più numerose le cornee provenienti da Milano. È quanto si augura il direttore grazie alla convenzione stabilita col Niguarda. Da inizio 2006 sarà un'équipe della Banca degli occhi ad andare a prelevare le cornee nei reparti della cittadella ospedaliera. Non è l'unica novità che permetterà di migliorare il recupero e il trattamento dei tessuti oculari. La Banca diretta dal dottor Campanelli dal 9 gennaio si trasferirà dal vecchio al nuovo ospedale San Gerardo dove potrà contare su strutture e apparecchiature sofisticate. Un perfezionamento che fa piacere anche a Matteo Piovella, segretario della Società Italiana di Oftalmologia che tiene a puntualizzare: «L’Italia sta facendo grossi passi in avanti nel trapianto delle cornee. Ormai da qualche anno siamo al primo posto in Europa».