Trapianti: salvati due pazienti con un solo organo

Arrivati a quota 1000 hanno pensato di festeggiare un evento straordinario e innovativo: il Trapianto Domino effettuato martedì dall’équipe del dottor Luciano De Carlis al Centro trapianti fegato del Niguarda, l’unico in Lombardia ed il terzo in Italia, che ha salvato la vita a ben due persone. E che ha avuto per protagonisti una donna di 52 anni cui è stato trapiantato un fegato da donatore deceduto ed un uomo di 61 che ha ricevuto l’organo espiantato alla signora. Un fegato assolutamente funzionante nel nuovo ospite e non nella legittima proprietaria per colpa della amiliodosi, una malattia genetica che provocando l’accumulo della proteina anomala amiloide causa insufficienza cardiaca e polineuropatia grave. Il 61enne, che come la sua donatrice, è ricoverato in rianimazione con prognosi riservata, non dovrebbe preoccuparsi per i prossimi 30-40 anni. «L’amiloidosi - spiega De Carlis - impiega, infatti, dai 30 ai 40 anni per svilupparsi». Un problema che si presenterà quando il paziente avrà circa 90 anni. Un traguardo che non avrebbe mai potuto pensare di raggiungere se non fosse stato sottoposto con urgenza al trapianto di fegato. Affetto da cirrosi epatica in fase di scompenso terminale non sarebbe sopravvissuto altri 15 giorni.