Trapianto di faccia: morta suicida la donna donatrice

Il «Sunday Times»: «Si è impiccata». Intanto Isabelle ha ringraziato i medici e ha chiesto di guardarsi allo specchio

da Milano

È morta suicida la donna il cui naso, labbra e mento sono stati usati nel primo trapianto di faccia al mondo. Lo scrive il Sunday Times secondo il quale la trentottenne donna francese si è impiccata.
Lo stesso giornale racconta di aver avuto una conversazione telefonica con Isabelle Dinoire, la donna che ha ricevuto il trapianto, la quale ha confermato che anche lei aveva tentato il suicidio. Lo aveva già detto una delle figlie della Dinoire, ma il chirurgo Jean-Michel Dubernard, che l’ha operata, aveva smentito.
«Dinoire - scrive il domenicale britannico - ha ammesso che lo scorso maggio durante una crisi di depressione aveva preso un’overdose di sonniferi. Non ha voluto però dire cosa ’'avesse spinta al tentativo di suicidio. “È un segreto”, ha detto».
Parlando al Sunday Times ha inoltre affermato che ieri «per la prima volta si è potuta guardare allo specchio». «È impressionante, mi hanno restituito la faccia», ha aggiunto dicendo di essere estremamente grata per la donazione: «Ringrazio la famiglia della donna che ha autorizzato l’operazione. Li ringrazio dal profondo del mio cuore». La donna di 38 anni che ha avuto una settimana fa il trapianto di parte del viso «sta perfettamente bene» ed è «molto contenta» ha detto il professor Jean-Michel Dubernard che a Lione sta seguendo l’andamento post operatorio della paziente ricoverata nel centro ospedaliero Edouard Herriot. «Sono appena stato nella sua camera - ha detto il medico - e sta perfettamente bene. L’aspetto del trapianto è normale e la paziente ha chiesto di potersi specchiare: ha detto che la sua faccia è migliore di quella che aveva», ha aggiunto Dubernard che, rispondendo indirettamente alle polemiche sollevate in questi giorni ha detto: «Ecco con cosa spazzare via tutte le controversie etiche».
L’uscita dall’ospedale è prevista tra quattro-sei settimane, mentre per il medico ci vorranno sei mesi prima che la donna possa riprendere una vita del tutto normale, sia per la mobilità, la sensibilità, le risposte nervose e l’adattamento psicologico. «Circa il protocollo di prevenzione del rigetto - ha aggiunto il chirurgo che ha al suo attivo altre due prime mondiali in fatto di trapianti - abbiamo trasfuso nella paziente giovedì, a quattro giorni dal trapianto, cellule staminali prelevate dalla donatrice, una sorta di trapianto di midollo osseo, e lo rifaremo undici giorni dopo l’operazione».
Il medico ha tenuto a smentire nuovamente che la donna operata fosse incosciente per un tentativo di suicidio quando il cane le ha straziato la faccia.
Il professor Dubernard ha anche trovato «odioso» il modo in cui alcuni media hanno seguito la vicenda del primo trapianto di faccia e si è indignato soprattutto per il fatto che alcune notizie «confidenziali» relative alla paziente e alla donatrice siano state pubblicate dal Sunday Times.\