«Una trappola, farò lo sciopero della fame»

Marzia Paolucci

da Roma

Legge il testo approntato dalla maggioranza sul conflitto d’interessi e minaccia lo sciopero della fame e, ancora peggio, della sete.
Per Francesco Giro, deputato di Fi, la proposta di legge su cui l’Unione ha trovato la convergenza con la firma di tutti i capigruppo è «il tentativo di liquidare dalla scena politica Berlusconi,una trappola per mettere fine alla sua esperienza politica».
A cominciare dal metodo «censurabile: su un tema così delicato che richiederebbe larghe intese. E loro invece ? - dichiara al Giornale - hanno presentato a fine luglio un testo fatto in fretta e furia mentre imperversava il dialogo sul decreto Bersani, imprimendogli poi un percorso di accelerazione con la calendarizzazione in aula per il 13 settembre».
«Un’operazione ben studiata per tagliarlo fuori da ogni prospettiva di governo, in nome di una falsa democrazia con la «d» minuscola alla quale sembra oggi obbedire Prodi con la benedizione della sinistra postcomunista».
Giro spiega le ragioni del suo no alla riforma: «La legge Frattini è migliorabile anche se io la lascerei così com’è. Certo, non è un blind trust ma di fatto impedisce a Berlusconi la gestione diretta e indiretta della propria azienda». E del blind trust prospettato dall’Unione invece che ne pensa? «Penalizzante - risponde - una formula nata in paesi anglosassoni ma non applicabile qui dove la separazione tra mondo politico ed economico è più sfumata».
E prima che il centrosinistra inizi a lavorarci in commissione Affari costituzionali della Camera sferrando contro l’ex premier quel «coltello nascosto dietro la schiena», per usare le parole riservate da Paolo Bonaiuti al comportamento del governo, Giro la commenta e la boccia prima che si arrivi a discuterne in aula, forse pensando anche a raffiche di emendamenti e improvvise cadute del numero legale nel momento della verità. La votazione finale.
Il rimedio? «Far di tutto per bloccare un disegno simile e non è detto che una persona mite e liberale, di cultura cattolica come me - avverte - estraneo a una scelta estrema come lo sciopero della fame, non cambi idea».