«Il trasferimento dei nomadi? Lo chiedevamo da anni»

Enza Colagrosso

Il campo sosta di vicolo Savini non c’è più e Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An alla Provincia di Roma canta vittoria.
Il trasferimento si può considerare una sua vittoria?
«Sì, liberare l’XI municipio dai nomadi è stata una battaglia che io ho portato avanti da sempre. Durante i due mandati che ho avuto nel XV municipio, che confina e quindi condivide i problemi dell’XI, e anche ora che sono in Provincia. In molte occasioni ho chiesto l’impegno del Prefetto, degli amici parlamentari e dei consiglieri comunali. Oggi, di fronte a questa sospirata soluzione voglio rivolgere un pensiero a Tony Augello, compianto capogruppo di An, che mi ha sempre supportato perché riteneva che la sicurezza del quartiere Marconi fosse importantissima».
Che pensa dello spostamento dei Rom sulla Pontina?
«Non ritengo che spostarli sia una soluzione. Io credo che per risolvere definitivamente il problema dei nomadi nella nostra città bisogna convocare un tavolo interistituzionale tra Regione, Provincia e Comune che definisca quanti piccoli campi possono essere organizzati e individui al contempo la loro giusta collocazione. Questi campi devono essere piccoli e abitati da soggetti che vivono nel nostro Paese nel rispetto della legge Bossi Fini, senza più continuare a rubare e a produrre microcriminalità».
Una parte dei nomadi è stata già mandata via da tempo. È vero?
«Sì, ma si era creato una sorta di campo satellite proprio a ridosso di Ponte Marconi abitato da soggetti con precedenti penali anche molto rilevanti. Già allora con il nostro impegno quel campo fu sgomberato. La situazione però, migliorò di poco, continuarono gli scippi, l’accattonaggio e la prostituzione».
E ora la situazione qual è?
«Una prostituzione ormai anche minorile, il sospetto del controllo e dello spaccio degli stupefacenti nelle aree Eur, Ostiense e Marconi. E poi tanti furti».