«In trasferta sul carro bestiame»

Ecco un estratto dei ricordi di e su Tognazzi.
8 settembre 1943: «(Quasi) tutti a casa e così Ugo Tognazzi. A Cremona trova un impiego all’Ufficio ammasso e fieno e continua a far spettacolini», scrive Roberto Buffagni nella Supercazzola (Mondadori). 5 dicembre 1943: Regime fascista, che esce proprio a Cremona, scrive: «Prossimamente al Politeama Verdi il gruppo d’arte varia “Primule”, del Dopolavoro Comunale di Cremona (...). Il pubblico accoglierà certo favorevolmente la simpatica iniziativa dei giovani dilettanti cremonesi del microfono, fra cui il comico Ugo Tognazzi».
L’auspicio è accolto. Tognazzi, ventiduenne, forma la sua prima compagnia che esordisce al Ponchielli il 4 maggio 1944. Poi Tognazzi si trasferisce a Milano: è all’Ambrosiano in Spettacolissimo e in Si chiude (quasi) all’alba, accanto a Carlo Dapporto; quindi è imitatore in Viva le donne di Marcello Marchesi, al Mediolanum. Percepisce centocinquanta lire al giorno quando «Se potessi avere / mille lire al mese...» era il ritornello di molti. Lavora anche per l’Eiar (oggi Rai) di Milano per il programma radio domenicale (ore 20.30) Cosa succede in casa Rossi?
Nella primavera 1945 lo ingaggiano anche Bracchi e D’Anzi, come comico di Vanda Osiri (che diventerà Wanda Osiris), ma a fine aprile gli impresari lasciano precipitosamente Milano e il sogno del successo per Tognazzi sfuma momentaneamente. Quello della Repubblica sociale, invece, sfuma definitivamente. «Da allora - dirà poi Tognazzi -, formandosi compagnie di giro, cominciano cose tragiche per il lavoro dell’attore. Sarebbe bene ricordare che cosa significa, per esempio, viaggiare da Genova a Bari in carro bestiame, perché non erano ancora state ripristinate le carrozze normali, per debuttare due giorni dopo, poi tre o quattro città delle Puglie, poi un salto a Palermo, altre tre o quattro città, duecento città e tre paesi toccati durante una stagione».