Trasfigurazione

Che cosa c’entra la Trasfigurazione di Cristo con i musulmani? C’entra eccome, perché il papa Callisto III istituì questa festa proprio per simboleggiare la gioia che aveva trasfigurato il volto dell’Europa in un momento che sembrava disperato. Il sultano Mehemet II, presa Costantinopoli, aveva stipulato una pace separata con la solita Venezia e nel 1456 aveva posto l’assedio a Belgrado. I principi cristiani e l’imperatore erano, tanto per cambiare, impaniati nelle loro diatribe. Solo il papa si rese conto della gravità della situazione e agì. Mandò il settantenne s. Giovanni da Capestrano, inquisitore francescano, e lo dotò di denaro. Il santo predicò la crociata e decine di migliaia di persone in tutta Europa lo seguirono. Ma erano fedeli qualunque, non soldati, ed erano armati alla meno peggio. Gli unici militari erano i diecimila ungheresi dell’altrettanto settantenne Janos Hunyadi. Contro ottantamila turchi provvisti di cannoni e bene equipaggiati. L’armata cristiana riuscì a forzare il blocco fluviale e a penetrare in città il 14 luglio. Allora il sultano ordinò l’assalto finale. Dopo quasi dieci giorni di combattimenti furiosi, contro il parere dell’Hunyadi s. Giovanni da Capestrano brandì il crocifisso e si lanciò in una sortita, subito seguito dai ventimila crociati rimasti. Era pura pazzia, ma il miracolo si verificò. Dopo una giornata sanguinosissima i turchi avevano perso settantacinquemila uomini. Come scrive Alberto Leoni nel suo La Croce e la Mezzaluna (Ares), lo stesso sultano venne ferito e, quando si rese conto del disastro, tentò di avvelenarsi.
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