«Trasformo i comitati del no in comitati in mio favore»

Arriva in redazione con lo zainetto sulle spalle perché deve «scappare subito in moto a visitare un cantiere a Né». L’architetto Massimo Pernigotti, consigliere provinciale della Lista Biasotti e autentica rivelazione del sondaggio del Giornale, incastra l’intervista senza rinunciare al suo lavoro. E accetta di svelare il «trucco» del suo successo.
Pernigotti, dica la verità, se li spedisce da solo i tagliandi?
«No, infatti proprio per questo motivo, per evitare cattivi pensieri, ho chiesto ai miei sostenitori di firmare e indicare sui coupon i nomi, spesso i timbri delle loro attività».
Lei è di Rapallo, ma ha comitati ovunque.
«È ciò che mi gratifica maggiormente. Non mi occupo di problemi specifici del mio Comune come di altri Comuni. Sarebbe un intervento a gamba tesa. Ma da più parti ricevo attestati di stima per il mio lavoro».
C’è un suo comitato Borzoli-Scarpino.
«Ecco un esempio. Sono favorevole al termovalorizzatore o altri impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti. Ma con la gente di Scarpino sono sempre stato chiaro. Ho fatto la mia proposta, che è quella di un sistema per differenziare i rifiuti fino all’85 per cento, come c’è a Tel Aviv. Nell’inceneritore andrebbe solo il 15 per cento. Meglio la correttezza».
E i voti dai «No Gronda»?
«Anche in questo caso, ho sempre votato a favore della Gronda, ma ho incontrato i comitati che si oppongono. Hanno ragione quando sostengono che il dibattito pubblico della Vincenzi è stato una buffonata, che il tracciato è da rivedere. Non sono posizioni inconciliabili. Quei comitati mi apprezzano per la correttezza e per l’impegno concreto e non preconcetto».
Molti albergatori hanno votato per lei.
«È piaciuta la mia proposta semplice ma praticabile. La Provincia paga 900mila euro ogni anno per il sostegno ai teatri? Ho chiesto di dare i biglietti invenduti agli albergatori in bassa stagione per offrire un servizio in più ai clienti».
Altre iniziative?
«Quella per i passi carrabili che non devono essere pagati. Quella al fianco di quattromila famiglie per il dimensionamento scolastico che la Provincia ha fatto sulla base delle iniziative di Prodi e che voleva far ricadere sulla Gelmini. Al Tar sono stati vinti molti ricorsi. o Ancora la battaglia per il rimborso ai creditori di Promoprovincia».
Ha già il programma da presidente?
«Sia chiaro, non voglio essere candidato presidente».
Ma come? E tutti i voti?
«Sono il premio migliore al mio lavoro. Ho detto a chi mi vuole dimostrare fiducia e gratitudine di mandare i tagliandi a mio nome. Lo hanno fatto in tanti. È il premio più bello».
Non crede di poter puntare più in alto?
«Credo alla candidatura come dovrebbe crederci qualunque partecipante al sondaggio: cioè essendo ben consapevoli che le decisioni spettano ad altri».
Detto da lei che neppure ha aderito al Pdl...
«Sono rimasto nel gruppo biasottiano per coerenza, in questo mandato. Alla scadenza si dovrà vedere lo scenario che ci sarà. Io sono pronto a lavorare. Come sempre. Credo comunque che le liste biasottiane siano un valore aggiunto. A Rapallo nel 2007 ho ottenuto il 15 per cento pur avendo di fronte anche Forza Italia e An».
E se gli arancioni volessero la loro parte?
«Beppe Grillo ha ragione su una cosa: siamo dipendenti del popolo. Dobbiamo metterci a disposizione. Comunque il gruppo arancione è un gruppo molto legato. Per questo, prima di concludere, vorrei ringraziare il comitato “Arancioni” che mi sta sostenendo tantissimo. Non li cito tutti per nome per non dimenticare qualcuno».