La trasgressione è il suo mestiere

Riappare alla ribalta colui che ha inventato (dagli anni Sessanta ad oggi) i locali più «in», più spregiudicati, più curiosi ed anche trasgressivi di Genova e riviera. Si chiama Carlo Alberto Geminiani. Lo si ritrova nel suo nuovo «pub» in via Palestro. Un pub definito «Bunbar».
Dire Bunbar e pensare al «Boom-Boom» degli anni Sessanta in quel di Boccadasse per i romantici della notte di allora, è facile facile. Carlo Alberto, infatti, fu colui che agli inzi di quegli anni, aprì il primo locale trasgressivo, proprio sulla punta di Santa Chiara, uno dei posti più affascinanti della costa. Il «Boom» fu il tradizionale ritrovo di tutta la Genova giovane, tutti i rampolli chic di allora (dai Ravano ai Cambiaso, ai Fassio) facevano baldoria fino alle ore piccole. Si posteggiava la Jaguar sulla spiaggia, allora, e via a divertirsi con le più belle ragazze del momento. Nacque allora l’idea del locale dove ritrovarsi, comunicare. Da allora Carlo Alberto iniziò a gestire una serie di altre «caves» tutte molto suggestive: chi dimentica il «Voom-Voom», nell’antica cambusa di De Ferrari o lo «Psikedelik» di piccapietra? Alla fine degli anni Sessanta egli si sposta in riviera e apre «La Mandragola», alle spalle del Carillon di Paraggi: un rustico coperto di edera dove flirtavano alla grande Gunther Sach e Brigitte Bardot, dove l’allora stupenda contessa Agusta viveva i suoi anni più fulgidi, dove Rosanna Schiaffino presentava agli amici il grande amore Giorgio Falk.
Furono poi il «Tiffany» di Rapallo (dove fecero i loro primi passi Gaspare e Zuzzurro), quindi il ritorno a Genova con il «Vanilla», poi il «Victor-Victorio» insieme a Vittorio De Scalzi, l’«Agua» di Nervi, il «Maracuja» di Corso Italia.
Insomma: una lunga storia del divertimento. Oggi Carlo Alberto approda ancora in città e sta preparando un «libro bianco» sulla storia della Genova-giovane dagli anni Sessanta ad oggi. «Molte cose sono cambiate - dice con un soffio di malinconia - ma credo che ancora oggi recuperare certi climi e certe atmosfere possa essere possibile.»
E così ecco questo «Bunbar» (aperto con il suo inseparabile socio amico Alberto Moretti), che vuole tornare ad essere il punto di incontro per chi ama ancora un drink di lusso, un aperitivo con sottofondo di musica, una serata per un eventuale flirt, una serata con amici musicisti che raccontano le canzoni di Tenco o di Lauzi fino a notte inoltrata. «Uno dei primi a festeggiare il Boom di quegli anni - ricorda Carlo Alberto - fu Gino Paoli. Mi piacerebbe rivederlo qui, oggi, simpatico e trasgressivo come allora. credo che non sia cambiato per niente».
Alla fine degli anni Settanta Carlo Alberto si innamorò di una bellissima ragazza bionda. Con lei aprì il mitico «Mama Burger» a Santa Maria del Campo in quel di Rapallo. Poi, lei, lo lasciò preferendo andare avivere in una ricca fattoria con tanti cavalli sulle colline liguri. Oggi, strane coincidenze del destino, i due si sono ritrovati, pare si siano reinnamorati e vogliano riaprire un secondo «Mama Burger». «Festeggio con questo nuovo locale - sorride Carlo Alberto - i miei primi quarant’anni da manager dei locali. Spero mi porti fortuna.»
Fra un drink e un piatto di pennette al gorgonzola, i suoi amici gli augurano altri quarant’anni di boom...