Un trasloco «blocca» il Museo del ’900

Come mai? Cosa succede? Viene da chiedersi passando in piazza Duomo. L’Arengario è nudo, e non «impacchettato» come avrebbe dovuto essere da due mesi a questa parte. Non c’è l’ombra di un ponteggio, di un operaio, di un cantiere, insomma. Eppure il 15 settembre avrebbero dovuto cominciare i lavori per la trasformazione del palazzo in Museo del Novecento, con un progetto firmato da Italo Rota.
La causa del ritardo? Il mancato trasferimento di parte degli uffici dell’Apt, l’azienda di Promozione Turistica, previsto a metà settembre nella nuova sede dell’ex Cobianchi, restaurata per l’occasione e inaugurata l’11 maggio. Nessuno però aveva pensato che i dipendenti avessero bisogno, per poter lavorare, di prese elettriche, cablaggio Internet, e soprattutto scrivanie e sedie su cui sedersi. Morale, in via Silvio Pellico, si aspettano i mobili, che dovrebbero arrivare in una decina di giorni, mentre in via Dogana, sede di un’altra tranche degli uffici, tutto è pronto.