La trasmissione su Tortora fa riflettere sulla giustizia

(...) facevo il solito annoiato zapping alla televisione e scorrendo i canali mi sono soffermata, per caso, sull’emittente La7 che nel riconoscere Antonello Piroso in questa sua straordinaria veste di giornalista-attore-artista mi aveva incuriosita. Era affascinante vederlo e sentirlo e percepire la forza delle sue parole.
A quel punto una parola ha tirato l'altra e impetuosamente si sono impossessate della mia attenzione che è rimasta calamitata allo schermo televisivo e, anche se a grandi linee sapevo la storia di Enzo Tortora, l'orazione del Direttore del Tg La7, che era un eccezionale mix tra giornalismo e recitazione, mi ha appassionato ancora di più.
Ma l'aspetto ancor più stupefacente per me è che quasi verso la fine mi è sembrato di percepire l'emozione e la commozione di Antonello Piroso che per un attimo è diventata anche la mia.
Ebbene, ritorno al suo articolo caro Direttore. Quando ho letto le sue parole ho pensato in quel preciso istante che Lei mi avesse letto nell'anima e la sensazione di disagio, forse un po' anche di paura che avevo provato di fronte alla grave ingiustizia subita da Tortora e che magari qualsiasi altro cittadino potrebbe subire per via di errori giudiziari dovuti alla superficialità umana, si è attenuata.
Forse, e le parrà strano, mi sono sentita meno sola ed ho capito, per fortuna, che la mia sensibilità ed il mio dolore dinnanzi alle ingiustizie, non era solo mio ma era condiviso da migliaia di altre persone. Forse posso sembrare troppo malinconica e melodrammatica… può darsi ma questo è ciò che ho pensato quando ho letto il Suo pezzo e per questo La ringrazio.
*consigliere di Forza Italia
del Comune della Spezia