Trasporti Amt: i disabili pagano, i nomadi no

Pare che ci sia sempre un buon motivo per viaggiare sull’autobus senza pagare il biglietto e contribuire così al deficit dell’Amt. Per esempio, negli ultimi tempi, basterebbe essere nomadi. La questione è stata sollevata dal capogruppo della Lega Nord in Comune, Alessio Piana, che ha formalizzato in un’interrogazione con risposta scritta la richiesta di spiegazioni su una segnalazione che ha ricevuto. «Sono stato informato recentemente del fatto che i rom che occupavano abusivamente gli edifici abbandonati sul Leira, a Voltri, possono viaggiare gratuitamente sui bus perché hanno ottenuto dalla civica amministrazione un documento nel quale viene riportato che le “abitazioni” nelle quali risiedevano sono state danneggiate da un incendio e che trovandosi in un particolare momento di difficoltà possono usufruire gratuitamente dei servizi pubblici e ricevono anche un sussidio per il sostentamento», spiega Piana nell’interrogazione rivolta al sindaco Vincenzi.
L’episodio a cui si riferisce il consigliere leghista riguarda l’incendio sviluppatosi qualche decina di giorni fa quando un romeno, tentando di scaldare un pentolino con un fornelletto mentre era ubriaco ha dato fuoco a quanto lo circondava, provocandosi ustioni per le quali è stato necessario il ricovero in ospedale.
Piana va all’attacco: «Voglio sapere se è vero questo fatto e quanti sarebbero i rom che hanno ricevuto questo beneficio, anche perché non mi risulta che sarebbero stati risarciti in egual misura i cittadini genovesi che hanno avuto danni dal devastante incendio di tre anni fa nel ponente genovese e che tutti ricordiamo». Intanto l’assessore comunale ai Servizi Sociali Roberta Papi ha dichiarato che a partire da gennaio ai disabili che usufruiscono del servizio di trasporto individuale per andare al lavoro o a scuola sarà richiesto un contributo di 25 euro mensili, ridotti a 20 se il trasporto è da casa alla riabilitazione. Immediate le proteste dei consiglieri di opposizione Aldo Praticò (An), Guido Grillo (Forza Italia) e Franco De Benedictis (Lista Biasotti), ma l’assessore ha dichiarato che «non si tratta di una tassa». Soltanto, lo sembra.