Trasporti, ecco lo sciopero «rovina vacanze»

Emanuela Ronzitti

da Roma

La paura, ora, per chi viaggia sono gli scioperi. Dopo quelli già annunciati per il trasporto aereo in programma per il 30 e 31 agosto prossimo, adesso sono a rischio anche tutti gli altri settori. Dal trasporto ferroviario, a quello pubblico, dal marittimo alla totalità del trasporto aereo.
L’intervento del ministro dei Trasporti Lunardi non si è fatto attendere, tant’è che per sedare gli animi il titolare del dicastero si è reso subito disponibile al dialogo con gli agitatori assicurando «l’impegno del governo per evitare lo sciopero di 48 ore proclamato dagli assistenti di volo del Sult di Alitalia». Ma altra carne si è aggiunta al fuoco. Il Sult (Sindacato unitario lavoratori trasporti) in difesa «della libertà sindacale e della democrazia» ha lanciato un nuovo allarme minacciando di estendere la protesta oltre che «agli assistenti di volo - afferma deciso il presidente del Sult Vincenzo Siniscalchi - anche agli altri settori del sindacato che hanno dato la propria disponibilità».
In agguato, quindi, l’ipotesi di uno sciopero generale dei trasporti concentrati negli stessi giorni, quelli del rientro dalle vacanze per milioni d’italiani. All’agitazione potrebbero aderire anche altri due sindacati, con conseguente rischio di una paralisi globale, i Cobas e la Cnl con i quali ha sottolineato poi Siniscalchi sarebbe in atto «un lavoro comune ed un processo di fusione sindacale».
La sentenza definitiva sulla proclamazione ufficiale dello sciopero da parte del Sult è rinviata alla prossima settimana, durante il coordinamento nazionale. «In gioco - scandisce ancora una volta il sindacalista - non c’è un contratto o una vertenza, ma le libertà democratiche e costituzionali del nostro Paese e questo impone decisioni straordinarie». La minaccia di sciopero cade all’indomani del 4 agosto, giorno in cui è avvenuta la rottura delle relazioni sindacali con Alitalia. Ma cade anche in mezzo al periodo di «franchigia» previsto dalla commissione di garanzia e che proibisce tassativamente di scioperare a tutela degli utenti. Niente scioperi, quindi, nel periodo che va dal 27 luglio al 5 settembre.
Un veto assoluto da parte del garante è stato confermato proprio ieri nella delibera negativa recapitata al sindacato autonomo che non ha esitato a bollare immediatamente il parere come «illegittimo, sbagliato e assolutamente immotivato». Se da una parte l’atto di forza del sindacato va letto come un’inconsulta reazione alla rottura delle relazioni tra le parti sociali, avvenuto proprio durante la «franchigia» e cioè durante un periodo di reciproca collaborazione, dall’altra il ministro Lunardi si dice pronto a riallacciare il dialogo tra l’azienda e il sindacato. «Cercheremo sicuramente di evitarlo - ha ribadito Lunardi - perché cade proprio nel periodo di rientro dalle vacanze e perciò sarebbe molto scomodo per gli utenti». Intanto la soluzione del ministro punta ad «una procedura di raffreddamento» tra le parti sociali e come ultima ratio prevede perfino «la precettazione».
Quanto alla possibilità che il governo eserciti una moral suasion su Alitalia affinché riprenda il dialogo con il Sult, Lunardi puntualizza: «Questo ancora dobbiamo definirlo perché dobbiamo ancora incontrarci». Un meeting che avverrà probabilmente dopo Ferragosto. Per il presidente della commissione di garanzia Antonio Martone ci sarebbe «il pericolo di una grave lesione del diritto alla libertà di circolazione» e ribadisce il rischio di «precettazione dei lavoratori interessati».
Infine, un’ulteriore violazione di legge, nel caso di conferma dello sciopero, la si avrebbe anche per mancanza di rispetto dell’intervallo minimo di 10 giorni da altri scioperi per il trasporto aereo, già in calendario per il 6 settembre.