Trasporti pubblici: l’Atac si fonde con la Sta

Giacomo Legame

La parola Atac è scritta con caratteri rossi minuscoli e posizionata sopra una fascia anch’essa rossa su cui è inciso il logo «Roma». Sarà questo il simbolo che identificherà nelle strade della città la nuova Atac, nata dalla fusione con Sta e trasformata in agenzia per la mobilità. E anche gli autobus muteranno colore, saranno grigiorossi.
«Cambieranno anche i colori dei mezzi - ha annunciato il sindaco Walter Veltroni -. Saranno, infatti, grigio metallizzati e rossi. Tutti gli autobus saranno uguali il che contribuirà all’eleganza della città».
Un nuovo look che, per il presidente dell’Atac, Flavio Vento, «rappresenta un modo per sottolineare la discontinuità tra presente e passato». «Un logo - ha spiegato - che tende a coordinare il marchio del comune di Roma con le aziende della mobilità e delle altre realtà romane». Il nuovo marchio è stato realizzato da Inarea, il network che meno di un anno fa aveva ridisegnato lo stemma della città e introdotto il logo «Roma».
«Quello che nasce con la nuova agenzia - ha continuato Vento - è un progetto industriale per Roma. Vogliamo, infatti, realizzare una cabina di regia per la mobilità della capitale. La nuova Atac è il risultato di due aziende che si integrano l’una con l’altra, ora disponiamo di uno strumento che, mettendo insieme conoscenze sul trasporto pubblico e privato, può mettere a punto un sistema per arginare il problema del traffico».
Il presidente, dopo aver ricordato che presto arriveranno nella capitale 200 bus al metano, «30 al mese a partire da fine febbraio», si è soffermato sul problema traffico in città.
«A Roma un cittadino su cinque usa i mezzi pubblici (20%) - ha detto - a Bruxelles il 14%, a Monaco il 27%, a Barcellona il 31%. Negli ultimi anni a Roma il trasporto pubblico ha registrato una flessione del 6% rispetto al 10% della media nazionale. C’è bisogno quindi - ha sottolineato - che la mobilità da vincolo negativo possa trasformarsi in un fattore di sviluppo». L’amministratore delegato di Atac Gioacchino Gabbuti ha sottolineato invece l’esigenza di ridurre i costi migliorando l’efficienza del servizio. «Oltre a questo - ha aggiunto - bisogna migliorare le tecnologie utilizzate e formare nel miglior modo il personale. Non vogliamo che Atac sia considerata la cenerentola del trasporto pubblico italiano».
Per far ciò, Gabbuti ritiene importante fare squadra con le altre aziende comunali. «Per il 2006 - ha concluso - ci occuperemo dell’Avm per il controllo del sistema, lavoreremo sui parcheggi del Pincio e dell’Arco di Travertino e studieremo sistemi per ridurre la mobilità privata».
Per l’assessore comunale ai trasporti, Calamante c’è bisogno di più risorse: «Si tratta di una necessità imprescindibile che però non deve riguardare solo gli enti locali, ma deve coinvolgere il governo nazionale. Solo così potremo garantire il risanamento ambientale della città, un servizio pubblico regolare, puntuale e certo, e la regolazione della mobilità privata».
La fusione tra Atac e Sta per l’assessore è sinonimo di buon funzionamento del sistema. «Un modello - ha continuato - che va applicato anche per quanto riguarda le sedi delle due società: quella di via Volturno infatti non ha senso che esista, anche se ancora non sappiamo cosa faremo in futuro di quei locali».
Infine, un plauso alla Regione Lazio: «Per anni abbiamo chiesto che il contributo regionale al trasporto pubblico venisse adeguato alla media nazionale, a Roma è di 1,4 euro per chilometro offerto contro i 2,2 euro di Milano. La Regione dovrebbe dare 90 milioni di euro in più, quest’anno abbiamo iniziato molto bene con 25 milioni di euro».