Trasporti pubblici: un’«overdose» di comunicazione ma tanti disservizi

Il sindaco parla di cifre mirabolanti mentre blocchi e interruzioni creano ogni giorno pesanti disagi agli utenti

Claudio Pompei

Ormai siamo alla farsa: da qualche giorno i responsabili politici e amministrativi delle aziende di trasporto locale non fanno altro che sciorinare cifre iperboliche per dimostrare l’efficienza del servizio. Alla fine di aprile ha aperto le danze il sindaco Veltroni, affidando alle agenzie di stampa un lunghissimo - quanto incomprensibile - comunicato nel quale si parlava di milioni di vetture/km, di linee periferiche affidate ai privati, di nuovi criteri di gestione e, come al solito, di potenziamento del trasporto pubblico. A distanza di poche ore, presentando il “bilancio sociale di mandato”, lo stesso sindaco ha ricordato che durante il suo quinquennio al Campidoglio sono stati stanziati più di tre miliardi di euro per viabilità e trasporti. Ieri gli hanno fatto eco presidenti e amministratori delegati di Trambus e Met. Ro. Raffaele Morese, Stefano Bianchi, Filippo Allegra e Roberto Cavalieri, tutti ex sindacalisti. I quattro hanno siglato un’intesa per annunciare lo «scambio di esperienze e di know-how» nella manutenzione, nella logistica, nei sistemi informativi e nel trattamento del personale.
A fronte di questa “overdose” comunicativa, però, la situazione reale è quella che gli utenti romani - ahiloro! - toccano ogni giorno con mano. Qualche esempio? Quando il servizio sulla ferrovia urbana Roma-Pantano viene sospeso all’improvviso (è successo già decine di volte, sempre per lo stesso motivo: la mancanza di capistazione) nessuno si prende la briga di “comunicare” alle centinaia di persone in attesa alle fermate che il trenino non passerà. Quando vengono fatte saltare le corse sulla Roma-Viterbo (per l’identico motivo: mancanza di personale) come è accaduto ieri, per l’ennesima volta, la “comunicazione” si riduce a un foglietto affisso - ovviamente senza alcun preavviso - al capolinea di piazzale Flaminio. Quando si ferma il “super-Otto” per motivi tecnici (anche questo è capitato ieri e si ripete con un certa frequenza) solo pochi “fortunati” ne vengono a conoscenza, visto che le tanto strombazzate paline elettroniche non funzionano. Quando si blocca la linea A della metropolitana (pure questi “inconvenienti” tecnici sono all’ordine del giorno) succede che le “comunicazioni” di Met. Ro. vengano rivolte alla polizia per controllare le proteste degli utenti esasperati dai continui disservizi. Un’ulteriore dimostrazione del fallimento delle politiche del trasporto locale - ove ce ne fosse ancora bisogno - viene dai dati forniti dall’Atac, che parlano di una progressiva diminuzione dei passeggeri negli ultimi otto anni. E allora perché - si chiedono moltissimi romani - il sindaco Veltroni e i dirigenti delle varie società che gestiscono il trasporto pubblico capitolino non cercano di dare risposte concrete ai problemi reali invece di continuare a menare il can per l’aia?
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