Trasporti, sciopero di 24 ore il 7 luglio

Sono 250mila i lavoratori, tra dipendenti e autoferrotranvieri, che incroceranno le braccia per protestare per il nuovo contratto. Ferrovie ferme dalle 21 del 6 luglio

Roma - I sindacati hanno indetto un nuovo sciopero dei lavoratori di ferrovie e trasporto pubblico locale per 24 ore il 6 e 7 luglio prossimi, in protesta per il mancato avvio delle trattative sul rinnovo del contratto unico sulla mobilità. Lo ha riferito oggi Filt-Cgil, che ha indetto la mobilitazione insieme a Fit-Cisl, Uilt, Ugl, Orsa, Fast e Faisa. I treni si fermeranno dalle 21 del 6 luglio alle 21 del giorno seguente, mentre il trasporto locale effettuerà uno sciopero per l’intera giornata del 7 luglio, a eccezione delle fasce d’orario in cui è d’obbligo garantire il servizio. E’ la seconda azione di protesta dopo quella del 9 maggio scorso a sostegno della vertenza per il contratto unico su cui - ha detto Filt - "non è ancora stato aperto il tavolo delle trattative".

La motivazione "Siamo costretti a scioperare di fronte a un atteggiamento di chiusura a priori, a prescindere, inaccettabile nel merito e nel metodo". È il commento del segretario generale Fit Cisl Claudio Claudiani riferito alle controparti datoriali, Asstra e Anav in particolare. "A fronte di una piattaforma presentata a febbraio, non c’è stata ancora nessuna risposta alla proposta innovativa del sindacato di governare il processo di liberalizzazione del settore" prosegue Claudiani. "Non accade spesso - prosegue il numero uno della Fit - che il sindacato si renda disponibile a riforme contrattuali. A fronte di ciò l’atteggiamento delle rappresentanze datoriali, Asstra in particolare, è quello di porsi ad ostacolo del processo di liberalizzazione. Oltretutto, non si capisce bene chi rappresentano". La nuova azione di sciopero segue la protesta di 4 ore del 9 maggio scorso di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast, che ha visto per la prima volta mobilitate insieme entrambe le categorie. I sindacati sottolineano il mancato avvio del confronto, nonostante i contratti di entrambe le categorie siano scaduti a dicembre scorso. Inoltre, "a novembre scorso è stata firmata un’intesa al ministero del Lavoro sul nuovo contratto unico della mobilità, sottoscritta dalle stesse parti datoriali che oggi rifiutano il tavolo" sottolinea l’Ugl. Al nuovo contratto sono interessati 120mila lavoratori Fs e 130mila autoferrotranvieri.