Trasporti, il Tar boccia due volte Penati

Per i giudici, Palazzo Isimbardi non ha esercitato «correttamente» i suoi poteri

Roberto Bonizzi

Bocciatura totale per l’amministrazione Penati sulla gestione del trasporto pubblico. Il Tar ha dato ragione, con due sentenze, ad Autoguidovie italiane e al Consorzio autoservizi lombardi. Inchiodando la Provincia ad assegnare la gara d’appalto per il trasporto pubblico locale bloccata nei mesi scorsi. Ma Palazzo Isimbardi avrà comunque la possibilità di ricorrere davanti al Consiglio di Stato, il massimo organo per la giustizia amministrativa. Anche se le motivazioni dei giudici del tribunale regionale non offrono grandi appigli per un possibile appello da parte della Provincia: il collegio giudicante, infatti, ha respinto puntualmente tutte le ragioni utilizzate da via Vivaio per bloccare la procedura d’appalto, quando l’assegnazione provvisoria dei servizi era già diventata effettiva.
La vicenda era cominciata con la giunta Colli. L’amministrazione provinciale aveva indetto una gara per aggiudicare a sei compagnie di trasporti i contratti per il trasporto locale su gomma, al posto delle 127 concessioni esistenti. In totale il pacchetto comprende 34 milioni di chilometri in autobus all'anno per quasi 50 milioni di euro. L’iter burocratico aveva seguito il suo corso fino all'assegnazione dei sei lotti alle aziende vincitrici: Agi sulle porzioni Nord e Sud Est, Cal, per Sud Ovest e Nord Ovest, Atm, per Nord Est e Ovest. Poi la Provincia di Milano aveva bloccato tutto quanto, compresi i 18,5 milioni di euro già stanziati per la sostituzione della flotta attuale di pullman obsoleti e molto inquinanti con nuovi mezzi a basso impatto ambientale. Ma il ricorso al Tar di Agi e Cal cambia nuovamente le carte in tavola, mentre Atm è rimasta alla finestra e ha scelto di non sollevare il caso davanti alla magistratura. Ora Autoguidovie italiane chiede addirittura a Palazzo Isimbardi di procedere entro il 20 febbraio.
Le due sentenze bocciano, una per una, tutte le motivazioni utilizzate dalla giunta Penati per bloccare l’assegnazione. Secondo i giudici «il potere di autotutela della Provincia per la revoca della gara non è stato correttamente esercitato. La valutazione si colora di elementi di aleatorietà del tutto incompatibili» con i meccanismi degli organi pubblici. E nemmeno l’istituzione della Provincia di Monza può essere un elemento per il blocco: le prime elezioni si terranno infatti nel 2009. «Non sembra che il subentro della nuova provincia - scrivono i giudici - nella gestione del contratto e l’individuazione di nuovi aggiudicatari possano considerarsi eventi tanto imminenti da rendere necessario l’azzeramento dei risultati della gara». Viene bollato come «illogico» dal Tar l’ultimo motivo usato dalla Provincia: la necessità di redigere un nuovo piano triennale dei servizi per il periodo 2006-2008. Problema di coincidenze di tempi, «vista l'aritmia connessa alla frequenza triennale della programmazione e alla validità settennale del contratto».