Trasporto malati, Amica One contro il falso non profit

Profit contro no profit. La società di ambulanze Amica One srl attacca il mondo del «falso volontariato» delle croci che si occupano del trasporto dei malati negli ospedali. Dopo l’arresto del presidente della croce Ambrosiana, dopo la chiusura di altre croci onlus, Amica One sostiene che la via giusta per gestire il trasporto dei malati sia quella privata. La società, gestita da Francesco Calderone, è stata spesso contestata per le tariffe troppo basse sui trasporti, tanto da scomodare pm e Tar sia a Milano (per un bando sul trasporto di organi ed equipe mediche) sia in Piemonte (per un bando sul trasporto di malati, soprattutto anziani e dializzati). «Chiediamo invece che le indagini giudiziarie - spiegano all’Amica One - chiariscano come mai, all’interno del variegato mondo del volontariato, si riescano ad annidare sacche di malaffare. Si tratta di soggetti che, nonostante i cospicui profitti d’impresa no profit, non riescono a regolarizzare i giovani. Noi invece garantiamo occupazione a 50 dipendenti lombardi». Secondo la squadra delle ambulanze di Calderone, la vera trasparenza nell’affidamento dei servizi si otterrebbe «non con le convenzioni, che nulla hanno a che vedere con il libero mercato» ma con la concorrenza tra imprese.
A difendere il mondo del no profit (ovviamente fatta eccezione per chi ha truffato), sono tutti coloro che operano con le croci onlus da anni: dalle Asl all’Areu. E che stanno lavorando per rendere sempre più serrato il sistema dei controlli su chi opera nel settore. Già dall’inizio dell’anno il sistema delle convenzioni con le croci è in grado di garantire rapporti più limpidi e di maggior trasparenza per epurare il mondo delle ambulanze da chi invece cerca di arricchirsi sulle spalle dei pazienti.