Trasporto merci in difficoltà Ripresa probabile dopo giugno 2010

La domanda di trasporto merci, secondo Confetra, ha registrato in Italia un calo del 27% nei primi sei mesi del 2009 e del 25% in campo internazionale. In termini di volume di affari la flessione è stata rispettivamente del 26% e del 25%.
I segnali positivi per l’economia sono molti, ma vi sono interi settori che stentano a riprendersi. La crisi, leggiamo nell’analisi curata da Emilio di Camillo, ha pesato in modo determinante sui trasporti, che rappresentano una cartina di tornasole dell’andamento economico. È significativa la riduzione dei transiti di mezzi pesanti lungo i principali valichi alpini: Frejus -21%; Traforo del Bianco -11,9%; Gran San Bernardo -16,3%; Brennero -20%.
Anche le spedizioni internazionali registrano una flessione in tutte le modalità: -21% aereo, -28% ferrovia, -22% mare, -25% strada. A livello di aree geografiche, si rileva un’uniforme riduzione delle spedizioni, con punte massime verso l’Asia (-27%), il Giappone (-26%) e l’Europa dell’Est (-25%). Valori meno negativi hanno caratterizzato le relazioni con l’Unione europea e l’Africa.
La caduta della domanda del trasporto merci si è ripercossa pesantemente su altri settori. «Il 2009 è stato l’anno peggiore per il mercato dei veicoli industriali e commerciali», ha dichiarato Paolo Monferino, amministratore delegato di Iveco, precisando che mancano ancora segnali consistenti di una ripresa a breve, ripresa condizionata, oltre che dall’andamento dell’economia, da concreti provvedimenti sulla fiscalità, anche per il rinnovo dei parchi, dagli investimenti in infrastrutture stradali e telematiche, dalla efficienza su pesi e dimensioni, e dalla necessaria prudenza nel varo di nuove normative tecniche (Euro 6).
In Italia la flessione delle vendite di veicoli commerciali inferiori alle 3,5 tonnellate è stata del 18% nel terzo trimestre dell’anno, confermando la grave flessione sul 2008 che nei primi undici mesi è stata del 23,4% (del 28,6% sul 2007). In Europa le immatricolazioni sono cadute nei primi undici mesi del 32% sul 2008 e del 38% sullo stesso periodo del 2007. Ancora più seria la situazione dei veicoli pesanti sia in Italia sia nel Vecchio continente. Nei primi undici mesi la perdita nelle immatricolazioni dei veicoli superiori alle 3,5 tonnellate è stata del 44,4% in Italia e in Europa, con tendenze ancora discendenti o al più stabili. Per i veicoli sopra le 16 tonnellate il calo da gennaio è stato del 50,3% in Italia e del 47,8% in Europa. A livello continentale gli ordini di autocarri nei primi nove mesi del 2009 sono diminuiti di oltre il 70%. Le previsioni a breve e medio termine mostrano che la ripresa potrà partire solo dalla seconda metà del 2010 e che, comunque, gli alti livelli raggiunti nel 2007 potranno essere riavvicinati solo dal 2015. I volumi produttivi dei veicoli commerciali e industrial (leggeri e pesanti) sono scesi nei primi 9 mesi dell’anno del 55-56%, sia in Italia sia in Europa.