Trasporto pubblico: conti in rosso, utenti neri

Gentilissimo Direttore, sono un ex dipendente dell'Azienda Mobilità e Trasporti S.p.a. e vorrei esprimere la mia opinione sulla gestione del trasporto pubblico locale. Ancora una volta, a pagare le inefficienze dell'azienda A.M.T. saranno i cittadini e i lavoratori, sopportando l'aumento del biglietto ed il taglio del servizio. In merito all'aumento del biglietto, come si evidenzia dalle tabelle da voi comunicate, esso va da un minimo del 12% ad un massimo del 70% (funicolari). In altri momenti, per molto meno, le Organizzazioni Sindacali (Confederali e Autonome), sostenute dai sindacati dei pensionati e dai partiti politici, sono scese in piazza bloccando la città, oggi tutto ciò non accade più (cambiano i tempi) e la CGIL si limita a dire che non è d'accordo con questi aumenti. Si parla molto, nei programmi della sinistra, di concertazione soprattutto per quelli che devono essere gli aumenti salariali dei lavoratori dipendenti ed ecco come una Giunta di centro sinistra si comporta: le percentuali degli incrementi dei prezzi sono sopra riportati. Con l'aumento del biglietto si ipotizza, da parte dell'azienda e del Comune, un servizio più efficiente, ma i disagi per i cittadini aumentano, ora dovuti alla limitazione di alcune linee, ora alla necessità di ulteriori trasbordi e tempi di attesa; questo inoltre comporta certamente un numero di turni in meno ma contemporaneamente meno lavoro (bella politica per l'occupazione!). Con l'avvento dei partner francesi nell'azienda si è stipulato un patto tra Comune e Azienda per aumentare i parcheggi a pagamento (rotazione) e le corsie gialle. Il piano parcheggi inviato alle Circoscrizioni, e da queste rispedito al mittente perché non condiviso, è stato applicato ugualmente. Esso fa sì che la sosta, dove una volta era gratuita, diventi a pagamento senza un aumento effettivo dei parcheggi, tartassando economicamente i Genovesi; inoltre, ad aggravare ulteriormente le condizioni della viabilità, si sono istituite corsie gialle in quasi tutte le delegazioni, congestionando in maniera esorbitante il traffico e lo smog da esso derivante e minando così, ancor di più, la salute dei cittadini. A fonte di tutto ciò, vorrei sapere cosa aspettano i Genovesi ed i lavoratori dell'azienda A.M.T. S.p.a. a mandare a casa questi Amministratori che, invece di fare una vera politica della viabilità e del trasporto, continuano a scaricare la loro incompetenza sulle spalle della popolazione genovese. RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione Le porgo distinti saluti
Cons. Circoscrizione FI Valpolcevera

Il nostro ineffabile sindaco (la minuscola è voluta) ci ha fatto il regalo di inizio autunno: nonostante il dissenso di parte della sua giunta ha portato il costo del biglietto dell'autobus da un euro a un euro e venti centesimi, che detto in euro non fa forse un grande effetto, ma parlando in vecchie lirette ancora ben presenti nel ricordo della maggioranza dei genovesi, fa ben 400 lire in più per corsa. E siccome Genova è lunga lunga la maggior parte degli spostamenti dei disgraziati utenti richiede non uno, ma due biglietti, ammontando per due miseri viaggetti di un'ora e mezzo l'uno a ben 4800 delle vecchie lire. È commovente come il sindaco abbia fatto appello al senso civico dei genovesi i quali devono in prima persona, chissà perché, ripianare il debito cui una mala gestione dell'Amt ha portato. Naturalmente tutto è fatto nell'interesse dell'utente che troverà così un servizio migliore, autobus puliti e ben tenuti, un servizio che copre tutto il territorio, così importante soprattutto per gli anziani e i meno abbienti che sono sempre nel cuore del primo cittadino. Questa la teoria. La pratica è un taglio energico di molte linee a dire dell'Azienda inutili (un esempio per tutti il 15 che arrivava a Caricamento e che ora è sostituito dal 12 e dal 13 per prendere i quali bisogna fare comunque lunghe camminate che certo gioveranno alla salute degli anziani stessi!) Gli autobus sono talmente sporchi che sto considerando 1'opportunità dell'uso dei guanti in tutte le stagioni, benché fastidiosi in estate; i sedili, anche in quelli di ultima generazione, sono logori o addirittura bucati nell'imbottitura, per non parlare del problema delle ore notturne (dopo le 20) in cui molti bus scompaiono come per magia, e i restanti sono a rischio scippi, aggressioni e molestie nei migliori dei casi. Questo è solo uno dei regalini di fine estate che la nostra cara amministrazione ci offre, nel rispetto delle categorie deboli che debbono come sempre pagare e tacere. La prossima volta parleremo dell'indegno balzello dello Ztl: o come diavolo si chiami adesso, per cui ogni possessore di auto per il privilegio di posare le sue Quattro ruote sul sacro suolo del Comune di Genova deve pagare 25 euro all'anno e per tutti gli anni a venire salvo aumenti. E non mi interessa, caro sindaco, se questa estorsione avviene anche in qualche altra città: a Genova si somma con i parcheggi più cari d'Italia, e non è solo una tassa di circolazione, perché si paga anche tenendo in teoria l'auto ferma tutto l'anno. Grazie, grazie di cuore per essere come è oggi ahimè di moda forte con i deboli e debole coi forti!
Fiorella Merello Guarnero
Cavaliere al Merito della Repubblica

Premessa generale: il buon senso e la necessità di mantenere l’equilibrio dei conti vogliono che i servizi si paghino. Nel caso dei servizi pubblici, va da sé che le autorità di governo locale e nazionale, per quanto di competenza, debbano trovare un compromesso logico, in modo da non «scaricare» i costi sulle fasce di utenti meno abbienti anziché ridurre le spese (e gli sprechi) e migliorare il servizio. L’amministrazione comunale di Genova ha fatto esattamente il contrario: lo diciamo chiaro e forte non solo perché arrivano a getto continuo in redazione lettere garbate nei toni, ma infuocate nella sostanza come le due sopra riportate, ma anche perché viaggiamo anche noi ogni giorno sui bus. Con l’abbonamento, quello che per mesi era stato definito intoccabile «per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico». Invece Tursi-Pinocchietto l’ha aumentato di quasi il 20 per cento, in percentuale ancora maggiore del biglietto di corsa semplice. Nel frattempo, abbiamo verificato - come tutti - tagli alle linee e alle corse, sedili deteriorati, solita sporcizia diffusa sui mezzi... Prospettive? Fin troppo facili: conti sempre più in rosso, calo degli utenti, aumento dei «portoghesi» - basta rilasciare generalità fasulle ai controllori, si perde la faccia ma si evitano le sanzioni -, ulteriore aumento delle tariffe. Solo la sinistra di lotta e di governo può fare peggio e mantenere il consenso. Ma ancora per poco, si spera: per il bene di Amt e dei cittadini genovesi.
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