Trasporto pubblico locale bocciato da un romano su tre

Indagine di Piepoli commissionata dall’Atac: meglio il metrò di bus e tram Male il servizio estivo e festivo

«I can’t get no satisfaction». Dai Rolling Stones ai Sanpietrini sconnessi, il trasporto pubblico locale a Roma non è un esempio di efficienza. L’Atac, bastonata dall’Authority, tenta di riparare commissionando all’Istituto Piepoli un’istantanea del Tpl capitolino. Ma dal «Customer satisfaction 2006», ottenuto intervistando 1.962 romani per bus e tram, 1.316 per il metrò, 919 per le strisce blu (considerate «care»), 725 per i semafori, 428 per i parcheggi di scambio, 550 per l’informazione, 475 per lo sportello al pubblico e 421 per il contact center, emerge un quadro in chiaroscuro, soprattutto per il trasporto di superficie. Il refrain della «soddisfazione mancata» lo canta un utente su tre, mentre i due terzi dei passeggeri, pur dicendosi «molto» o «abbastanza» soddisfatti del servizio, ritiene insufficiente il numero delle corse, il comfort e la pulizia. Il dato precipita nei festivi e d’estate, con due passeggeri su tre che bocciano i trasporti.
Cifra vistosa quel 40 per cento del campione che dice di non utilizzare quasi mai i mezzi pubblici «troppo lenti» per muoversi in città, e a questi si aggiunge il «popolo delle due ruote», un 12 per cento che per spostarsi usa «altri mezzi». Non c’è insomma un rapporto d’amore consolidato tra i cittadini dell’Urbe e l’Atac, anche se rispetto al 2005 gli utenti regolari sono cresciuti del 5 per cento.
Nel mirino bus e metro. L’indagine parla di un 61 per cento di «utenti regolari» per le linee di superficie ma solo un terzo degli intervistati dichiara di salire su un bus 3 o 4 volte a settimana, mentre la frequenza del restante 27 per cento è limitata ad «almeno una volta al mese». Un passeggero su 8 è salito per la prima volta sui mezzi pubblici nel 2006. Chi sceglie autobus e tram lo fa per raggiungere ufficio, scuola o università (34 per cento), per svago (26 per cento), per lavoro (14 per cento) e per fare shopping (12 per cento). «Molto» o «abbastanza» soddisfatto il 37 per cento degli intervistati (pari al 61 per cento di chi utilizza il tpl di superficie), ma è generale la richiesta di miglior comfort, pulizia, controlli e informazioni, come quella di abbreviare i tempi di attesa, garantendo corse regolari e più frequenti. Solo il 20 per cento degli utilizzatori (il 33 per cento del campione), poi, promuove il servizio festivo ed estivo, fallimentare. Va meglio nel sottosuolo, a parte le critiche alle scale mobili poco funzionanti e alla scarsa pulizia. Il 63 per cento dei 1.316 romani intervistati si definisce «utilizzatore regolare» del metrò, e il 71 per cento di questi è molto o abbastanza soddisfatto del servizio, un dato che pesa per il 44 per cento del campione.
Coda polemica tra l’Atac, che ha definito «bislacchi» i dati critici sul tpl messi nero su bianco due giorni fa nella relazione annuale dell’Agenzia per il controllo dello stato dei servizi pubblici, e l’Agenzia stessa. Che ha replicato ricordando come la fonte dei dati medesimi sia il Comune di Roma, «che a sua volta cita come fonte l’Atac».