Trastevere più pulito con il blitz all’«americana»

Continuano a imperversare in giro per la capitale i blitz antidegrado organizzati da gruppi di cittadini che hanno particolarmente a cuore il decoro urbano. Questa volta però a dare lezioni di civiltà ci hanno pensato gli americani. I membri di «Retake Rome», un’associazione composta da statunitensi che risiedono nella città eterna, si sono dati appuntamento ieri pomeriggio a Trastevere e, armati di rullo e vernice, con tanto di guanti in lattice e mascherina protettiva, hanno ripulito i vicoli da scritte deturpanti, volantini e manifesti ingialliti.
Da piazza Trilussa a Ponte Sisto, da via del Moro a vicolo del Cinque, da via della Pelliccia a vicolo del Bologna, l’esercito di volontari si è dato da fare per lustrare il rione. Quella di ieri, tuttavia, non è stata la prima uscita organizzata da Retake Rome. L’associazione a stelle e strisce si era già distinta il mese scorso per aver promosso una maratona antidegrado a villa Borghese e ancora prima nella chiesa di Santa Emerenziana, nel quartiere africano, i cui portici almeno fino all’arrivo dei netturbini fai-da-te di madrelingua inglese, erano infestati da scritte spray e scarabocchi vari. A dare il via a questa serie di blitz in favore del decoro urbano ha provveduto per caso una ricercatrice universitaria, Rebecca Spitzmiller, che un giorno, con una spazzola di ferro e uno smacchiatore per il forno nell’altra, si è messa a ripulire la facciata del palazzo in cui abita, in zona Nomentana. Un’esperienza che ha cambiato il suo modo di vedere le cose. Così, una volta finito di lucidare le mura del suo condominio, è giunta alla conclusione che la stessa operazione poteva essere reiterata anche altrove.
Ieri fra i presenti c’erano sia giovani che meno giovani, non tutti di origine nordamericana. Tanti i romani che si sono aggregati alla truppa di volenterosi made in Usa: in primis i membri del comitato «Vivere Trastevere».
All’iniziativa hanno preso parte anche Ama e Ufficio Decoro urbano del Comune fornendo supporto tecnico. Nel corso del pomeriggio ha fatto capolino persino il sindaco insieme agli ambasciatori statunitensi presso lo Stato italiano, la Santa Sede e le Nazioni Unite. Del resto tra gli obbiettivi di Retake Rome c’è anche quello di coinvolgere le autorità locali. Un’occasione che l'attuale amministrazione sembrerebbe non avere nessuna intenzione di lasciarsi sfuggire dal momento che ha tutti gli interessi a girare il fenomeno dei blitz antidegrado a proprio favore, conferendogli una veste semi-istituzionale.