Trastevere, scontro tra bus: muore un autista

Un’altra tragedia vede protagonisti i mezzi di Trambus. In questi giorni l’azienda di trasporto pubblico capitolina sembra non trovare pace. La sera della vigilia di Natale, infatti, due autobus si sono scontrati in viale Trastevere, all’incrocio con viale Glorioso, e uno dei due conducenti, Mauro Monaldi, di 47 anni, è deceduto, mentre l’altro e 12 passeggeri sono rimasti illesi.
L’episodio è avvenuto cinque giorni dopo la morte di Gino Anselmi, 66 anni, l’automobilista travolto in viale Isacco Newton, al Portuense, da Alessandro Morini, 29 anni, autista di un bus della linea 31, risultato poi sotto effetto di cocaina.
Quello di tre giorni fa, invece, è stato un incidente. A scontrarsi verso le 22 sono state una vettura della linea 75, guidata da Monaldi, con a bordo 10 passeggeri, e un’altra della linea 3, che trasportava 2 persone. Il primo bus è finito contro l’altro, a causa di un malore dell’autista, che si è improvvisamente accasciato sul volante, perdendo il controllo del mezzo.
«Il contatto tra le due vetture - ha spiegato Trambus - è stato di lievissima entità e i passeggeri a bordo non hanno riportato alcuna conseguenza». È stato il collega a soccorrere Monaldi. «Parlava, era lucido», ha raccontato agli uomini del 118. Trasportato al San Camillo, però, è morto tre ore dopo tradito dal cuore.
Il 24, invece, in una chiesa di via Gregorio VII si sono svolti i funerali di Anselmi. La sua morte ha sconvolto molti residenti di Trastevere e Monteverde, dove il geometra curava la manutenzione degli stabili per conto di diversi amministratori. La liberazione di Morini ha lasciato senza parole il sindaco. L’uomo, accusato di omicidio colposo aggravato dal consumo di sostanze stupefacenti e licenziato in tronco da Trambus, è stato scarcerato lo stesso giorno in cui si svolgeva la cerimonia funebre della vittima. Il gip Marcello Liotta ha infatti concesso i domiciliari all’autista, su parere favorevole del pm Giuseppe De Falco, titolare degli accertamenti. Tale misura, secondo il pm, consente di impedire che Morini possa tornare di nuovo a guidare anche il suo mezzo privato, cosa che un semplice ritiro della patente non scongiurerebbe. «Ritengo la decisione del giudice sbagliata perché è troppo presto per concedere i domiciliari all’autista», ha commentato secco Gianni Alemanno. «È una decisione grave - ha aggiunto il sottosegretario ai beni e alle attività culturali, Francesco Girogli - rischia di diffondere tra i cittadini un sentimento di assoluta sfiducia verso le istituzioni preposte alla giustizia e alla loro sicurezza».