Trattativa per i terreni dell'area Expo Comune e Regione: esproprio o acquisto?

Dopo una giornata fitta di incontri e vertici tecnici, stamane
Formigoni, Moratti e Podestà dovranno decidere le modalità per
l’utilizzo dei terreni su cui si svolgerà l’esposizione. Ma Palazzo
Marino dice no all’acquisto

Hanno lottano contro le lancette dell’orologio i tecnici di Palazzo Marino per prepararsi all’incontro di questa mattina in Regione e trovare la quadra con Pirellone e Provincia sulle aree su cui dovrà sorgerà l’evento del 2015. Sono giorni, infatti, che gli uffici analizzano le diverse ipotesi per acquisire le aree, di proprietà della Fondazione Fiera e del gruppo Cabassi, senza però avvantaggiare nessun privato nè inciampare in illeciti amministrativi. In questi giorni i tecnici hanno fatto e rifatto i conti per capire quale sia la strada più conveniente per Palazzo Marino, assegnando indici e valori ai terreni.
Se il presidente della Regione ieri ha ribadito ancora la sua intenzione di acquistare le aree - "Domani (oggi per chi legge) avvierò le trattative per l’acquisto dei terreni facendo un’offerta congrua di prezzo da parte nostra che sarà lontana dalle cifre fantasiose ed eccessive che sono state diffuse in queste settimane" - il Comune continua a dirsi contrario e a cercare alternative. L’acquisto diretto delle aree rischia di esporre le amministrazioni a possibili contestazioni, per il dopo Expo, da parte della Corte dei conti: "Le amministrazioni (Comune, Provincia e Regione), che comprano delle aree, le edificano e poi le rivendono ricavandone un guadagno si comportano come immobiliaristi" dicono alcuni.
Due le possibili vie di uscita: il comodato d’uso e l’esproprio. La prima proposta che Palazzo Marino avanzerà prevede l’esproprio della porzione di terreno agricolo, a fronte del pubblico interesse, da destinare a parco o altre funzioni pubbliche e il comodato d’uso a particolari condizioni per la restante area. I privati, ovvero Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi, si impegnano a finanziare gli oneri di urbanizzazione, cioè strade, servizi, parcheggi, sull’area per un valore di circa 120 milioni di euro e a concedere il diritto di superficie sui terreni per 6 anni. In cambio il Comune assegna alle aree un indice edificatorio, ovvero il diritto per i privati a costruire su aree che avranno acquistato valore perché già infrastrutturate. La seconda strada, invece, consiste nell’esproprio di tutti i terreni, forti dell’interesse pubblico, in cambio di un indice edificatorio. Ancora da definire il corrispettivo economico delle operazioni: i tecnici in questi giorni hanno fatto e rifatto i conti perché le variabili - indici edifiicatori, valore delle opere di urbanizzazione e valore dell’esproprio, fanno salire a un centinaio il ventaglio delle possibilità, ovvero le diverse soluzioni economiche. Oggi quindi la proposta «teorica» cui seguiranno, definiti i valori delle tre variabili, quella «concreta» ovvero la traduzione effettiva in euro.
Palazzo Marino va dritto per la sua strada nonostate il governatore nei giorni scorsi abbia escluso entrambe le vie: "mai usato la parola esproprio" aveva detto, mentre ancora ieri sbarrava la strada al comodato: "Il comodato sarebbe un segnale poco chiaro: serve trasparenza perché nessuno deve pensare che ci siano interessi privati". Apparentemente due posizioni distanti quelle di Comune e Regione anche se i più smaliziati evocano la figura del poliziotto buono e di quello cattivo per costringere i proprietari delle aree a scendere a più miti consigli sul valore delle stesse. Oggi, secondo l’agenda del governatore, verranno definite le quote con cui Comune, Provincia, Camera di commercio e Regione, parteciperà alla "newco", la società "veicolo" per l’acquisto delle aree.
Sul fronte della governance è stato convocato d’urgenza per domani il consiglio di amministrazione che nominerà Giuseppe Sala, city manager del Comune, direttore generale di Expo 2015 spa. Perché Sala entri a fra parte del consiglio di ammnistrazione della società di gestione come membro del Comune è necessario attendere che si chiuda il bando, pubblicato oggi.