Trattativa tra Stato e mafia:Marcello Dell'Utri indagato

Il senatore del Pdl è ancora nel mirino della procura di Palermo: è indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e la mafia

Marcello Dell’Utri è ancora nel mirino dei giudici. Il senatore del Pdl è indagato dalla Procura di Palermo nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e la mafia. Dell'Utri è stato condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, in questo caso sarebbe accusato di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.

Secondo l'inchiesta dei pm Nino Di Matteo, Paolo Guido e Lia Sava,
la trattativa tra le istituzioni e l'associazione criminale sarebbe esistita e nel corso degli anni avrebbe visto alternarsi diversi protagonisti del mondo politico e mafioso. Nell’indagine sono coinvolti, oltre ai boss Totò Riina, Bernardo Provenzano e Antonino Cinà, il generale dei carabinieri Mario Mori, il suo ex braccio destro al Ros, Giuseppe De Donno, Angelo Angeli, un ufficiale dei carabinieri che, pur avendo messo le mani sul "papello" durante la perquisizione della cassaforte nella casa di Massimo Ciancimino non l’avrebbe sequestrato, alcuni esponenti dei Servizi e lo stesso Ciancimino jr.

A tirare per primo in ballo Dell’Utri è proprio Massimo Ciancimino, il figlio di don Vito, l’ex sindaco mafioso di Palermo. È lui a sostenre di aver saputo dal padre di stretti rapporti tra il senatore e Provenzano. Don Vito, secondo i racconti di Massimo, gli avrebbe anche detto che sarebbe stato proprio Dell’Utri, con l'appoggio dei corleonesi, a sostituirlo al timone delle trattativa.

Dopo è toccato a Stefano Lo Verso che invece sostiene di aver saputo da Provenzano che Dell'Utri si sarebbe autocandidato come garante degli interessi di Cosa Nostra in politica. Provenzano - sempre secondo la versione fornita da Lo Verso - in cambio avrebbe assicurato il sostegno elettorale dei boss al partito dell’ex premier Silvio Berlusconi. NBell'inchieste sarebbebro finite anche le discusse dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, a cui il boss Giuseppe Graviano avrebbe detto che "grazie al paesano (Dell’Utri n.d.r.) e a Berlusconi la mafia aveva il Paese nelle mani", sarebbero finite nell’inchiesta sulla trattativa condotta dai pm di Palermo.