Al via le trattative in Polonia

da Milano

Prendono il via oggi a Varsavia con un primo incontro esplorativo i negoziati fra Unicredit e governo polacco sul nodo Bph. Dopo le indicazioni di massima emerse venerdì dal faccia a faccia fra il premier Kazimierz Marcinkiewcz e l'amministratore delegato del gruppo di Piazza Cordusio, Alessandro Profumo, tocca ora al ministero del Tesoro polacco e ai tecnici italiani fissare l'agenda dei temi in discussione. Oggi in particolare (l’incontro era previsto ieri ma è stato rimandato per motivi tecnici) dovrebbero essere comunicate nel dettaglio le richieste di Varsavia e sulla base di queste è atteso il via al confronto vero e proprio.
L'obiettivo è quello di delineare una soluzione di compromesso, dopo il muro contro muro degli ultimi mesi, per arrivare alla fusione fra Bph, che Unicredit si è trovata in dote dopo l'integrazione con la tedesca Hvb, e Pekao, l'istituto acquistato dal gruppo italiano nel 1999. I lavori dovrebbero concludersi entro il 5 aprile quando si riunirà la Commissione di supervisione bancaria (Knb), presieduta dal governatore della banca centrale (Nbp), Leszek Balcerowicz, per esaminare ed eventualmente dare il via libera, dopo i ripetuti rinvii, all'esercizio dei diritti di voto di Unicredit sul 71% di Bph in suo possesso.
Nel frattempo tuttavia il governo polacco si è mosso per limitare l'autonomia del liberista Balcerowicz e questa settimana esaminerà un progetto di legge che toglie alla Banca Centrale il controllo sul sistema creditizio. Intanto ieri critiche ai piani di Varsavia sono arrivate dalla Bundesbank e dal presidente della Commissione europea José Barroso. Secondo Edgar Meister, membro del direttivo della Buba, responsabile del controllo sul settore bancario, intervistato dal Financial Times Deutschland, «la Polonia, così facendo, si isola all'interno del sistema europeo». Meister, con un indiretto riferimento alla vicenda Pekao-Bhp, ha sottolineato che «la banca centrale è un importante pilastro per assicurare la stabilità finanziaria, l'efficienza del controllo del settore bancario non va persa per non alimentare le probabilità di crisi sistemiche».
Barroso ha invece sottolineato che la Polonia deve rispettare i valori europei e quindi i suoi tentativi di bloccare la fusione Unicredito-Hvb «non sono il modo migliore di mostrare il proprio impegno sul fronte di questi valori».
Sempre ieri dalla Germania è rimbalzata la notizia che Hvb intende tagliare fino a 600 posti di lavoro nei servizi informatici, che impiegano complessivamente circa 2.000 persone. A confermarlo è stato lo stesso istituto tedesco, confermando la notizia diffusa dal Financial Times Deutschland. Hvb ha spiegato, inoltre, che la riduzione di posti di lavoro rientra nel piano già presentato da Unicredit al momento dell'annuncio dell'acquisizione della banca tedesca. Unicredit aveva comunicato che il 7% dei posti di lavoro (in tutto circa 1.800 posti) sarebbero stati soppressi in Germania nell'arco di tre anni.
Proprio i numeri di Hvb saranno del resto al centro dell’attenzione degli analisti per quanto riguarda i conti del 2005 di UniCredit, che saranno annunciati domani, mentre dall'attività sul fronte italiano non sono attese grosse sorprese. Il consensus di mercato, riportato dal sito internet della banca e costruito sulla base delle stime di 26 analisti, indica aspettative medie per un utile netto di 2,25 miliardi, in crescita rispetto ai 2,131 miliardi del 2004, registrato secondo i vecchi criteri contabili. Ricostruito pro forma per tenere conto dell'acquisizione di Hvb, chiusa a novembre, l'utile pronosticato in media dagli analisti si attesta a 3,157 miliardi.