Il Trattato Ue bocciato, la Germania: "Avanti anche senza l'Irlanda"

All'indomani del "no" irlandese al Trattato di Lisbona, il ministro
degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, pensa a un eventuale
cammino europeo verso l'integrazione senza Dublino. Tremonti: "Il no è un segnale di paura e di incertezza". Cossiga: "Grazie Irlanda, ora voce ai popoli". La lega festeggia a Milano: brindisi con la birra Guinness

All'indomani del "no" irlandese al Trattato di Lisbona, il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, pensa a un eventuale cammino europeo verso l'integrazione senza Dublino. La questione è se "l'Irlanda, per un certo periodo, può sgombrare la strada per un'integrazione dei rimanenti ventisei" Paesi membri, ha detto il ministro tedesco da Pechino, sottolineando comunque che una simile questione legale sarebbe di non poco conto. Steinmeier, che ieri ha definito il risultato del referendum irlandese un "duro colpo", ha inoltre detto alla stampa a Pechino che i ministri degli Esteri dell'Ue affronteranno questo tema insieme a Dublino. Ieri, in un comunicato congiunto da Berlino e Parigi, la Germania e la Francia hanno ricordato che 18 stati membri hanno già ratificato il Trattato, auspicando che il processo continui: "Noi ci aspettiamo, quindi, che gli altri stati membri portino avanti il loro processo di ratifica interno", hanno indicato i due Paesi nella nota.

Sarkozy "L' incidente del no irlandese non deve diventare una crisi, e nello stesso tempo deve spingerci a riflettere insieme sul modo in cui viene portata avanti la politica europea". Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, nella conferenza stampa congiunta con il presidente americano George W. Bush, all' Eliseo, ripetendo che il processo di ratifica del Trattato di Lisbona "deve continuare". "Molti europei - ha spiegato Sarkozy, che dal primo luglio assumerà la presidenza dell'Ue - non comprendono come si sta costruendo l' Europa. Occorre essere più efficaci sulla vita quotidiana dei cittadini". Sarkozy ha citato, in particolare, la questione dell' immigrazione e dell' aumento del costo del petrolio.

Tremonti Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non nasconde la sua preoccupazione per la bocciatura, con un referendum, del Trattato di Lisbona da parte dell'Irlanda. "E' un messaggio dei cittadini, i popoli ci trasmettono segnali di paura e di incertezza - commenta al termine della riunione del G8 di Osaka -. Si può dire che questo non è razionale, ma riceviamo un messaggio e dobbiamo agire perché sono segni di difficoltà alla tenuta democratica"."Il mercato finanziario é importante - continua Tremonti - ma la stabilità politica è più importante per il mercato. Su questo hanno convenuto più o meno tutti i ministri". Quello dell'Irlanda, è un voto "molto forte, che viene dalle aree più popolari, da un paese beneficiario dell'Europa. E' un segnale irrazionale e proprio per questo pericoloso". Bisogna cambiare schemi di valutazione, secondo Tremonti, "occorrono modelli diversi, che non sono quelli degli illuminati che dovrebbero lasciare la scena per limiti d'età".

Frattini 'Trasformiamo la sorpresa, il rammarico, ed i fiumi d'inchiostro versati sulla presunta 'morte' del trattato di Lisbona, in uno slancio nuovo'. E' la proposta del ministro degli Esteri Franco Frattini che intervenendo sul Corriere della sera si dice "parimenti convinto che approcci elitari e scorciatoie dirigistiche alimenterebbero solo nuove frustrazioni e reazioni negative". Bisogna, sostiene il titolare della Farnesina, "ripartire da subito, senza pause di riflessione, anche attraverso il processo delle ratifiche parlamentari gia' portato avanti da numerosi Paesi, e che anche il Governo italiano ha avviato dinnanzi al Parlamento". Frattini sottolinea quindi l'urgenza di 'agganciare la risposta europea alle domande concrete dei cittadini: di sicurezza, Governo dell'immigrazione, politica dell'energia e dell'ambiente, solidarietà e sviluppo, cioe' ai temi concreti per i quali "soltanto' l'Europa puo' fare la differenza".

Cossiga "Grazie Irlanda, fedele ai suoi ideali di libertà ed indipendenza per i quali migliaia di suoi figli sono morti combattendo contro i dominatori". così il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga commenta il risultato del referendum in Irlanda sul Trattato di Lisbona. Secondo Cossiga, "il Trattato Ue è morto. Adesso uniamoci per creare una Europa di popoli, nella quale siano i popoli a comandare e non i burocrati. Un'Europa in grado di diventare un soggetto politico, economico e di difesa".

La Lega festeggia Con in mano lattine di Guinness, la caratteristica birra scura di Dublino, alcuni esponenti della Lega Nord hanno brindato stamani a Milano, davanti alla sede di rappresentanza della Commissione Europea, per festeggiare l'esito del referendum con cui l'Irlanda ha bocciato il Trattato di Lisbona. Per il deputato del Carroccio Matteo Salvini "ora é necessario che anche in Italia voti il popolo e non il Parlamento". "Tutti quelli che ora dicono di tirare dritto sul processo di integrazione europea - ha spiegato Salvini - che si chiamino Napolitano, Prodi o Berlusconi hanno uno strano concetto di democrazia. Non si può - ha proseguito - far votare un Paese e poi contestare il risultato, che ha visto uniti cattolici e indipendentisti dello Sinn Fein". Per Salvini l'Unione Europea, "rappresenta per molti solo una preoccupazione, una strana entità che ci chiede sempre e solo di metter mano al portafoglio, che si presenta col disastro delle quote latte e con la volontà di decidere sui flussi migratori". "La Lega - ha concluso Salvini - chiede ora che ci sia anche da noi un referendum.E pretende una consultazione popolare anche per l'ingresso della Turchia in Europa". Al brindisi, al quale hanno partecipato una trentina di persone, era presente anche il deputato leghista, Paolo Grimoldi: "I Giovani padani - ha detto - stanno già organizzando per l'estate un viaggio in Irlanda".