Trattato Ue, Bossi assicura: "Lo voteremo"

Per Berlusconi serve una sterzata e
cambiare il volto "di un’Europa che non viene più vissuta come quella delle genti ma l’Europa
delle burocrazie". La Lega si spacca, poi il Senatur richiama i suoi all'ordine. Napolitano: "Il trattato non è morto, presto anche la ratifica dell'Italia"

Roma - "Da parte nostra ci sarà l’ indicazione di approvare il trattato dell’Unione Europea da parte di tutti e 26 i Paesi che restano, oltre l’Islanda. Il ventisettesimo, l’Irlanda, dovrà dare una sua soluzione": lo dice il premier Silvio Berlusconi, parlando all’assemblea di Confcommercio. Per il presidente del Consiglio è importante dare una sterzata e cambiare il volto "di un’Europa che non viene più vissuta come quella delle genti ma l’Europa delle burocrazie". Per questo "il vecchio continente ha bisogno di un drizzone".

"Linea comune sulla Difesa" "L’Europa - ha aggiunto il premier - non ha una politica comune sulla difesa. Ogni Stato ha un suo esercito che comporta delle spese enormi. Non c’è una politica comune sull’immigrazione e neanche una politica comune sull’energia. Così l’Europa si trova sottoposta alla speculazione anche per quanto riguarda le materie prime". Per il presidente del Consiglio inoltre sono stati fatti passi indietro anche nel campo delle procedure di decisione a seguito dell’allargamento dell’unione europea. Ciò non toglie, ha concluso Berlusconi, che "noi andremo a dare il nostro contributo per costruire l’Europa".

"L'Europa ha perso personalità" "Vado in Europa dopo due anni e la trovo diversa rispetto a due anni fa quando c’erano persone come Tony Blair, Aznar, Chirac e io stesso. Con il cambio di nomi l’Europa ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro. Anche grazie all’allargamento - prosegue - l’Europa appare un’istituzione che interviene con obblighi e restrizioni".

"Chi ha potuto ha bocciato questa Europa" I cittadini europei che hanno potuto esprimere il loro parere hanno bocciato "questa Europa". È quanto ha evidenziato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a margine della riunione del Partito popolare europeo a Bruxelles, osservando: "Esistono ora in Europa due categorie di cittadini: quelli che esprimono il loro parere suil Trattato di Lisbona e quelli che non lo hanno potuto esprimere. Quelli che hanno potuto esprimere il loro parere hanno bocciato il Trattato e quindi hanno bocciato questa Europa. Non vuol dire - ha aggiunto - che non si pensi tutti quanti che l’Europa sia una cosa positiva e che sia il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro, che sia la pace e che non si possa prescidere da un’Europa che oltretutto deve allargarsi e comprendere i paesi dei balcani e gli altri paesi dell’est. Questo è indubitabile. Però riteniamo praticamente tutti, comunque in tantissimi, che ci sia bisogno di un rinnovamento nelle sue strutture, nel modo di affontare i problemi".

"Basta con le esternazioni dei commissari" Il presidente del Consiglio critica poi i membri della Commissione europea che fanno esternazioni: "Francamente non credo che sia loro dovere parlare. Il loro dovere è segnalare agli Stati membri quali sono i traguardi che devono essere conseguiti e attenersi a ciò che l’Europa dispone attraverso le sue direttive e attraverso le decisioni della conferenza dei capi di Stato e di governo". "Poi se questo avvenisse riservatamente - ha osservato - in un contesto diretto tra i commissari nei confronti dei ministri dei vari governi o addirittura da parte del presidente della Commissione con i presidenti del Consiglio dei vari paesi, il risultato si otterrebbe ugualmente e i governi non dovrebbero trovarsi ogni due o tre giorni esposti sulle pagine dei loro giornali a delle situazioni critiche che certamente non fanno che allontanare la simpatia dei vari cittadini nei confronti dell’istituto europeo".

Calderoli: "Il Trattato non c'è più" "Il Trattato di Lisbona non esiste più, perché per il Trattato si richiede l’unanimità e quindi o l’Irlanda chiede di votare in favore della sua esclusione o il Trattato di Lisbona non esiste più". Così il ministro Roberto Calderoli (Lega) replica al premier. "Il gatto - prosegue l’esponente del Carroccio - si è morso la coda". Il titolare della Semplificazione si dice convinto che la bocciatura dell’Irlanda al Trattato di Lisbona è una conseguenza naturale della decisione di sottoporre la questione al voto della popolazione: "Con questo modello di Ue è ovvio che se lo sottoponi al giudizio del popolo poi il popolo lo boccia". Il ministro è convinto che "fino ad oggi la Ue si sia occupata di cose inutili". Quindi in questo senso dice di condividere l’intervento di Silvio Berlusconi di questa mattina che ha invitato l’Unione Europea a cambiare direzione: "Io ho sentito e condivido la critica costruttiva agli stati membri".

La Lega vuole il referendum "La nostra posizione è nota. Noi crediamo che sia giusto fare il referendum. Abbiamo presentato una proposta di legge per renderlo possibile sia alla Camera che al Senato". Questo il commento del capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, alle dichiarazioni del presidente Berlusconi sul sì dell’Italia al Trattato di Lisbona. Alla domanda se la Lega voterà no alla rettifica del Trattato di Lisbona quando approderà in parlamento, Cota non risponde, ma ribadisce che "la Lega vuole il referendum".

Bossi frena i suoi: "Diremo sì" La Lega Nord voterà il trattato di Lisbona. Parola di Umberto Bossi che conversando con i cronisti a Montecitorio ha detto: "Penso che lo voteremo. Se non l’avesse votato la Gran Bretagna sarebbe un trattato morto, ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi". Bossi assicura che la Lega Nord sarà compatta anche sul voto a favore della ratifica del trattato europeo siglato a Lisbona. Il leader del Carroccio, ai cronisti che in Transatlantico gli chiedono se convincerà Roberto Calderoli che oggi ha parlato di un Trattato ormai "morto" ha risposto: "Noi siamo uniti, dove vado io vanno tutti. Quello che io dico di votare, votano e se dico di votare sì, tutti votano sì". Poi il Senatur parla del rapporto con il Pdl: "No, non ci sono frizioni tra di noi, ma piccoli errori e piccolissime incomprensioni". Così il leader del Carroccio conversando con i cronisti in Transatlantico alla Camera, ha risposto a proposito dei rapporti nella maggioranza. Con Silvio Berlusconi, ha aggiunto, "non ci sono attriti".

Napolitano: bene la ratifica di Londra "Il voto con cui la Camera dei Lords ha concluso il processo di ratifica del Trattato di Lisbona da parte del Regno Unito costituisce un motivo di sollievo e di fiducia nel momento così difficile che attraversa l’Unione Europea". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo il "si" della Camera dei Lords. "Nel 2005 - ricorda il Capo dello Stato - dopo il risultato negativo dei referendum in Francia e in Olanda, Londra aveva deciso di non avviare affatto la procedura di ratifica di quel Trattato. A maggior ragione, il voto di ieri alla Camera dei Lords rappresenta la smentita più significativa della tesi secondo cui 'il Trattato di Lisbona è morto' e 'non ha senso' continuare con le ratifiche da parte di quegli Stati membri dell’Unione che non le abbiano ancora deliberate".