Trattato Ue, "l'Italia ratifica prima dell'estate"

Il Consiglio Europeo ha deciso di
tornare sulla questione del Trattato di Lisbona il 15
ottobre. Fini: "Sarà sì unanime". Berlusconi: "Il sì prima della pausa, la Lega? Nessun problema". Barroso al premier: "Non siamo una segreteria"

Bruxelles - Il Consiglio Europeo ha deciso di tornare sulla questione del Trattato di Lisbona il 15 ottobre, al primo summit sotto presidenza francese. È quanto si afferma nella bozza di conclusioni del vertice di Bruxelles proposta dalla presidenza di turno slovena, mentre l’Irlanda "procederà attivamente" per "proporre una via di uscita". Il Consiglio Europeo prende atto che già si sono avute 19 ratifiche da parte dei paesi membri del Trattato di Lisbona e che le ratifiche "proseguono in altri paesi".

Berlusconi: "Sì prima dell'estate" "Noi abbiamo indicato la volontà dell’Italia di ratificare il trattato di Lisbona prima della pausa estiva": lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della sua conferenza stampa a Bruxelles sul vertice europeo. "Abbiamo parlato - ha detto Berlusconi - del risultato irlandese sul Trattato di Lisbona. Abbiamo espresso rispetto sulla decisione del popolo irlandese, ma abbiamo assunto la decisione ferma con le ratifiche del Trattato in modo da arrivare a 26 stati e poi attendere le proposte per una nuova votazione in Irlanda che il primo ministro irlandese si è impegno a far conoscere in occasione del prossimo consiglio il 15 ottobre. L’Italia ha indicato la volontà di arrivare alla ratifica prima della pausa estiva". Poi il premier smentisce screzi con gli alleati: "Come dimostrato dall’intervento di ieri di Umberto Bossi, non ci sono problemi al riguardo. Bossi, leader indiscusso della Lega, ha confermato il voto favorevole al Trattato di Lisbona".

Proseguono le ratifiche In ogni caso, nella bozza presentata, il Consiglio Europeo ha preso atto che già si sono avute 19 ratifiche da parte dei paesi membri del Trattato di Lisbona e che le ratifiche "proseguono in altri paesi". Bruxellesa conferma, infatti, la propria volontà di "occuparsi dei cittadini" e di raggiungere "risultati concreti" nelle politiche che "preoccupano i cittadini".

La postilla ceca I Ventisette, a quanto si apprende, hanno approvato una "postilla ceca" al documento conclusivo del Consiglio europeo che prende in considerazione la particlare situazione della Repubblica ceca sulla via della ratifica del Trattato di Lisbona. Il processo di ratifica, afferma quest’ultima stesura delle bozze di conclusioni, nella Repubblica ceca "non potrà essere terminato fino a che la Corte costituzionale non avrà espresso un parere favorevole sulla conformità del Trattato ai dettami costituzionali".

Il monito di Fini Dopo il "no" dell’Irlanda al Trattato di Lisbona "è sbagliatissimo riaprire il negoziato costituzionale": ne è convinto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cui "sarebbe come un vaso di Pandora". Proprio per questo la ratifica del Trattato "sarà approvata dal Parlamento italiano credo alla unanimità", anche dai parlamentari leghisti che in un primo momento si erano espressi "contrari al voto". "Il mio auspico è che la ratifica del Trattato di Lisbona possa essere approvata dall'Italia prima della pausa estiva dei lavori". Il testo è al Senato in Commissione: appena verrà licenziato da Palazzo Madama, alla Camera sarà inserito subito all’ordine del giorno. Quanto al via libera definitivo prima dell’estate, secondo Fini "in termini politici non ci sono questioni": "Dipende solo dall’affollamento di provvedimenti nel calendario".

Barroso contro l'Italia Il presidente della Commissione europea Josè Manuel Durao Barroso ha difeso oggi le prerogative del suo esecutivo e dei commissari dopo le critiche di Berlusconi. "Francamente non credo che sia loro dovere parlare" aveva detto ieri sera il premier al Consiglio europeo. Barroso non la pensa così: "La Commissione è totalmente indipendente dai governi e con me lo rimarrà" ha detto al termine del vertice "non accetteremo nessuna forma di pressione" e "non bisogna dimenticare che la Commissione è un’istituzione indipendente e che non siamo un segretariato dei governi".