Trauma da divorzio in famiglia Soffre di ansia un bimbo su tre

Un bimbo ansioso probabilmente da adulto si troverà a lottare contro gli attacchi di panico. Quasi certamente se è figlio di genitori divorziati, o se ha subito un lutto in famiglia. Lo ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori dell'università Vita-Salute del San Raffaele e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Archives of general Psychiatry. In sintesi: i bimbi geneticamente predisposti, se vivono esperienze di distacco dai genitori, hanno più probabilità di ammalarsi da adulti di attacchi di panico perché un evento del genere può modificare la respirazione, probabilmente cambiando la fisiologia dall'età infantile in modo relativamente stabile, o per tutta la vita. Perciò è importante osservare piccoli segnali fin dall’infanzia per prevenire un problema che potrà condizionare la vita dei piccoli fin quando saranno adulti.
Dati alla mano, ecco che il quadro della popolazione milanese non risulta per nulla incoraggiante: sono 2.645, infatti, i maggiorenni (sui 9.057 totali) che in città vivono con un solo genitore. Quasi uno su tre, il 29,2 per cento. E la ragione è semplice: lo scorso anno per ogni due coppie che hanno pronunciano il fatidico sì, almeno una si è detta addio.
Batticuore, senso di soffocamento, vertigini e ancora, paura di morire e senso di catastrofe imminente. Ora, però, i medici hanno scoperto che il campanello di allarme suona presto, quando i genitori sono ancora in tempo per fare qualcosa. «Inutile fare allarmismo - chiarisce subito Marco Battaglia, professore di Psicopatologia dello sviluppo all'università Vita-Salute San Raffaele e direttore dello studio -, ma sarebbe sbagliato confondere un fatto comune come il divorzio con un evento privo di conseguenze per i nostri figli. Non tutti soffrono allo stesso modo, ma nessun bambino è immune da un certo disagio».
Va concentrata sull'ansia da separazione l'attenzione dei genitori che si stanno separando. «Se a fronte di condizioni fisiologiche di separazione come il primo giorno di scuola o una notte dai nonni, il bambino mostra ansietà estrema, allora forse è il caso di iniziare ad osservare attentamente il suo comportamento. Questo tipo di ansia, infatti, è comune dai quattro mesi di vita fino ai cinque anni circa, è una sorta di protezione naturale, ma non deve essere esagerata». Il segreto, secondo il dottor Battaglia, sta «nell'incoraggiare i piccoli in difficoltà a dei brevi periodi di distacco, dandogli certezze e mostrando loro che si tratta solo di un breve periodo, non certo di un abbandono, ma se neppure questa tecnica dà buoni risultati, allora è meglio confrontarsi con uno specialista».
Lo studio è stato condotto su più di 700 gemelli norvegesi perché - spiegano i ricercatori - questa strategia permette di separare in modo chiaro il contributo genetico e ambientale dal rischio di ammalarsi nelle comuni condizioni di patologia: non solo le difficoltà psichiche, dunque, ma anche molte delle comuni malattie fisiche, come quelle cardiovascolari o metaboliche.